E’ stata posta sotto sequestro una nota autocarrozzeria situata nel centro di Atina Inferiore, contenente rifiuti di scarto di lavorazione classificati pericolosi.
Il titolare, un 78enne già censito per reati analoghi, e suo figlio, avevano già ricevuto un primo controllo tra la fine di novembre e il primo dicembre, a seguito del quale erano stati multati con una sanzione amministrativa pari a 31 mila euro per i reati di “illecito smaltimento dei rifiuti, deposito incontrollato dei rifiuti, nonché getto di materiale pericoloso”. L’alta sanzione era in particolare dovuta all’assenza di un registro di carico e scarico dei rifiuti che padre e figlio producevano e mantenevano “ammucchiati” senza criterio ed effettuando regolarmente attività di verniciatura a mano, senza l’ausilio di impianti di aspirazione di fumi e odori che ben si percepivano dall’esterno. Gli stessi erano stati sorpresi mentre stavano svolgendo lavori di nebulizzazione di particelle di vernice su autovetture in sosta sul suolo pubblico, inquinando così l’aria circostante. E’ stato dunque inevitabile, nel corso di un’ulteriore azione mirata per la tutela eco-ambientale predisposta dal Comandante della Compagnia di Cassino Ivan Mastromanno, da parte dei Carabinieri della Stazione di Atina, in collaborazione con i colleghi Carabinieri Forestali del posto, eseguire un decreto di sequestro preventivo, emesso lo scorso 19 gennaio dal Gip del Tribunale di Cassino, il quale, condividendo gli esiti delle operazioni investigative portate avanti, ha disposto il sequestro dell’autocarrozzeria indicata. Nello specifico, sono stati sequestrati barattoli intrisi di vernice, stracci sporchi, laminati, solventi, pneumatici usati, e acque di lavaggio, trovati ancora all’interno della struttura e non ancora smaltiti dal titolare. Ora, per ottenere il dissequestro e riprendere in mano l’attività lavorativa, il 78enne dovrà seguire un preciso iter: documentare, attraverso appositi formulari, il numero di rifiuti e la ditta che si occuperà dello smaltimento degli stessi. Caterina Paglia
