Quale modo migliore per festeggiare San Domenico se non ricordando la sua opera straordinaria. Monsignor Lorenzo Chiarinelli, tornato a Sora in occasione della ricorrenza, ha celebrato la figura del santo il cui messaggio si rivela di estrema attualità a quasi mille anni dalla sua scomparsa.

Oggi, 22 gennaio, Sora festeggia San Domenico Abate. La celebrazione eucaristica tenutasi nel pomeriggio, presso la Basilica di San Domenico Abate, è stata presieduta da monsignor Lorenzo Chiarinelli,
vescovo emerito di Aversa e Viterbo e già vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo. La liturgia è stato anche un modo per ricordare il suo
60° anniversario di Sacerdozio ed il 35° dall’inizio del suo Episcopato a Sora.

Estremamente significative le parole di Chiarinelli che con la
solita familiarità e semplicità ha ricordato la
straordinaria figura di san Domenico, la forza del suo messaggio. Un uomo – ha detto monsignore – che
a distanza di mille anni gode ancora di una profonda e grandissima venerazione. Chiarinelli si è soffermato in modo particolare sulla piccola
croce del Santo di cui lui stesso si è fatto fare una copia e che
ha detto di portare sempre con se. Un piccolo oggetto carico di significato: un modo di vivere l’esperienza cristiana carico di
affetti e sentimenti. Monsignor Chiarinelli ha spiegato come in questo
momento storico particolare, in cui troppo spesso si parla di
rancore, guerre, contrasti all’interno delle famiglie,
uccisioni e rifiuti, gli insegnamenti di San Domenico acquisiscono una grande
attualità. “Dove trovare gli insegnamenti giusti? Imparate da me. Disse Gesù”. San Domenico deve la sua straordinaria opera proprio a questo.
Nel video le
interviste a Monsignor Lorenzo Chiarinelli e a Don Ugo Tagni Abate di San Domenico.
Red.