Frosinone – Poliziotti ciociari accusati di estorsione e sequestro di persona

Francesca Merolle
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Due poliziotti ciociari in forza al commissariato di Roma coinvolti in una storia da arancia meccanica avvenuta qualche tempo fa nella capitale. La prossima settimana dovranno comparire alla sbarra per il reato di sequestro di persona, estorsione, abuso di ufficio e falso in atto pubblico.

Quattro poliziotti (tra questi uno di Ferentino ed un altro di Frosinone) in forza al commissariato di Roma accusati di estorsione, sequestro di persona, falso in atto pubblico e abuso di ufficio. I fatti che li hanno trascinati alla sbarra risalgono a qualche tempo fa quando si trovavano in servizio di perlustrazione a Valmontone. Stando agli elementi raccolti dalla procura gli uomini in divisa avrebbero <sequestrato> tre rumeni al fine di procurarsi droga e denaro. Dopo aver fatto irruzione in una casa per trovare sostanza stupefacente, avevano accompagnato i tre rumeni al bancomat e li avevano costretti a farsi consegnare il denaro che che avevano sui loro conti correnti, circa tremila euro. Una volta incassati i soldi li avevano rilasciati. Rientrati in commissariato avevano stilato un verbale sul quale erano stati trascritti i nomi e cognomi delle persone che erano state fermate ed identificate. Ma il giorno dopo, uno dei rumeni derubati, si era recato in questura per presentare denuncia. Ad avvalorare quanto raccontato dallo straniero un particolare che aveva ricordato: quella sera mentre si trovava in balìa dei <sequestratori> aveva sentito per radio, che c’era stata richiesta di soccorso in viale della Serenissima nella zona est di Roma. A questo c’è da aggiungere che i soggetti trascritti su quel verbale avevano smentito di essere stati fermati dai poliziotti per un controllo. Indizi che hanno portato il giudice per le udienze preliminari a rinviarli a giudizio. Nel collegio difensivo gli avvocati Tony Ceccarelli e Simonetta Galantucci. Mar.Ming.  
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