Non è la trama di un nuovo film d’avventura, ma la realtà che si sono trovati di fronte i residenti dell’hinterland milanese. Per giorni le segnalazioni si sono rincorse tra i comuni del circondario: c’era chi giurava di aver visto un “grande gatto dal mantello giallo” aggirarsi furtivo tra i cespugli.
Quella che sembrava una suggestione collettiva ha trovato conferma nel cuore del Parco della Garbatella, a Garbagnate Milanese, dove la fauna locale ha dovuto fare spazio a un ospite decisamente esotico: un gattopardo africano (Servalo). L’allarme è scattato immediatamente, portando sul campo una task force composta da Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale della Città Metropolitana di Milano, Servizi Veterinari ATS. L’area è stata prontamente messa in sicurezza per evitare rischi ai cittadini e per tutelare lo stress dell’animale. Dopo essere stato catturato, il felino è stato trasportato in una clinica veterinaria per le valutazioni sanitarie di rito. Fortunatamente, l’esemplare è apparso in buone condizioni e, dopo il via libera dei medici, è stato trasferito in un giardino zoologico attrezzato per ospitare specie di questo tipo. Nonostante l’aspetto affascinante e l’eleganza del portamento, il gattopardo africano rientra nella lista degli animali pericolosi. Le autorità stanno ora conducendo accertamenti serrati per capire come un predatore della savana sia finito a passeggiare tra i condomini di Garbagnate. Il sospetto, neanche troppo velato, è quello di una detenzione illegale terminata con una fuga o, peggio, un abbandono. Il monito delle autorità: Detenere specie selvatiche, anche se nate in cattività, è un reato grave. Oltre a mettere a rischio la salute pubblica e la biodiversità, i proprietari “improvvisati” rischiano sanzioni pesantissime: le multe variano da 20.000 a 150.000 euro, con l’immediata confisca dell’animale. Cosa succede ora? Mentre il gattopardo inizia la sua nuova vita in una struttura idonea, lontano dai pericoli del traffico milanese, le indagini proseguono per risalire al responsabile. Un promemoria per tutti: la natura selvaggia merita rispetto e spazio, non un salotto o un giardino di periferia.
