LA CURIOSITA’ – Il mistero del “grande gatto giallo”: finisce nel Milanese la fuga del gattopardo selvatico

Irene Mizzoni
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​Non è la trama di un nuovo film d’avventura, ma la realtà che si sono trovati di fronte i residenti dell’hinterland milanese. Per giorni le segnalazioni si sono rincorse tra i comuni del circondario: c’era chi giurava di aver visto un “grande gatto dal mantello giallo” aggirarsi furtivo tra i cespugli.

Quella che sembrava una suggestione collettiva ha trovato conferma nel cuore del Parco della Garbatella, a Garbagnate Milanese, dove la fauna locale ha dovuto fare spazio a un ospite decisamente esotico: un gattopardo africano (Servalo). ​L’allarme è scattato immediatamente, portando sul campo una task force composta da ​Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale della Città Metropolitana di Milano, Servizi Veterinari ATS. ​L’area è stata prontamente messa in sicurezza per evitare rischi ai cittadini e per tutelare lo stress dell’animale. Dopo essere stato catturato, il felino è stato trasportato in una clinica veterinaria per le valutazioni sanitarie di rito. Fortunatamente, l’esemplare è apparso in buone condizioni e, dopo il via libera dei medici, è stato trasferito in un giardino zoologico attrezzato per ospitare specie di questo tipo. ​Nonostante l’aspetto affascinante e l’eleganza del portamento, il gattopardo africano rientra nella lista degli animali pericolosi. Le autorità stanno ora conducendo accertamenti serrati per capire come un predatore della savana sia finito a passeggiare tra i condomini di Garbagnate. Il sospetto, neanche troppo velato, è quello di una detenzione illegale terminata con una fuga o, peggio, un abbandono. ​Il monito delle autorità: Detenere specie selvatiche, anche se nate in cattività, è un reato grave. Oltre a mettere a rischio la salute pubblica e la biodiversità, i proprietari “improvvisati” rischiano sanzioni pesantissime: le multe variano da 20.000 a 150.000 euro, con l’immediata confisca dell’animale. ​Cosa succede ora? ​Mentre il gattopardo inizia la sua nuova vita in una struttura idonea, lontano dai pericoli del traffico milanese, le indagini proseguono per risalire al responsabile. Un promemoria per tutti: la natura selvaggia merita rispetto e spazio, non un salotto o un giardino di periferia.
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