Recuperata dai Carabinieri l’edizione del 1566 del “De revolutionibus”, rubata nel 2011 da Massimo De Caro. Il volume era finito a New York.
Il sole del 21 aprile 2026 illumina i chiostri dell’Abbazia di Montecassino con una luce diversa, quella della legalità e del patrimonio che torna a casa. In una mattinata che sembrava ordinaria, due carabinieri in borghese del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno varcato la soglia della biblioteca per consegnare un pacco speciale al bibliotecario, Don Alessandro Trespioli. All’interno, avvolto con cura, un pezzo di storia dell’umanità: l’esemplare dell’edizione del 1566 del “De revolutionibus orbium coelestium” di Niccolò Copernico. Il valore del volume L’opera restituita non è solo un libro antico, ma un simbolo della rivoluzione scientifica. Stampata a Basilea, questa specifica edizione è particolarmente rara poiché include nello stesso volume la “Narratio prima” di Georg Joachim Rheticus, il primo trattato a diffondere le idee copernicane. Il valore di mercato stimato da case d’asta come Christie’s oscilla tra i 60.000 e gli 80.000 dollari, ma il suo valore storico per il Monumento Nazionale di Montecassino è inestimabile. L’ombra di Massimo De Caro La vicenda del furto affonda le radici nella “primavera nera” del 2011. Il volume figurava tra le migliaia di opere illecitamente sottratte da Massimo De Caro, l’ex direttore della Biblioteca dei Girolamini di Napoli, noto per aver saccheggiato sistematicamente i tesori bibliografici italiani. De Caro, sfruttando la sua veste di autorevole studioso e consulente ministeriale, era riuscito a distrarre i monaci custodi e a sostituire i volumi originali con falsi d’autore quasi perfetti. A Montecassino il bilancio del furto era stato pesantissimo: sei incunaboli, xilografie, cinquecentine e rarità come la prima edizione delle “Operazioni del compasso geometrico e militare” di Galileo Galilei (1606). Un viaggio transatlantico Il recupero di questo volume di Copernico è il frutto di una complessa attività d’indagine internazionale denominata “Operazione Girolamini”. Il libro, dopo essere stato sottratto dall’Abbazia, aveva attraversato i confini nazionali passando per la Francia (Parigi) fino a raggiungere gli Stati Uniti. È stato individuato a New York e rimpatriato in Italia il 15 dicembre 2023, prima di completare ieri l’ultima tappa del suo viaggio verso la sua collocazione originaria. La rinascita della Biblioteca Con la restituzione di ieri, un altro tassello fondamentale del patrimonio di Montecassino torna al suo posto. Grazie all’intervento costante delle autorità, molti dei volumi sottratti sono già rientrati, tra cui i due preziosi incunaboli e le edizioni del XVI e XVII secolo che erano state rimpiazzate dalle copie contraffatte di De Caro. «Un pezzo di Montecassino è tornato a casa», commentano con commozione i presenti. La scienza di Copernico torna a dialogare con la fede e la cultura dei monaci benedettini, ponendo fine a una delle pagine più buie per il patrimonio librario italiano.
