Una giornata che segna un punto di svolta per la sanità del basso Lazio. Con il taglio del nastro effettuato dal Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e dalla Direttrice Generale della Asl di Latina, Sabrina Cenciarelli, il Sud Pontino potenzia ufficialmente la sua rete di assistenza territoriale, puntando su prossimità, innovazione e cure intermedie.
Nuove strutture tra Formia e Gaeta
Il piano di potenziamento ha toccato i punti nevralgici del distretto, con l’inaugurazione di strutture attese da tempo:
- Case di Comunità (Formia e Gaeta): Veri e propri punti di riferimento per i cittadini, dove sarà possibile accedere a cure primarie, specialistica e servizi amministrativi senza dover ricorrere necessariamente al pronto soccorso.
- Ospedale di Comunità: Si tratta del primo nel suo genere nell’area pontina. Una struttura sanitaria di ricovero breve rivolta a pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica, facilitando così il passaggio dalle strutture ospedaliere al domicilio.
- Nuova Area Perinatale del “Dono Svizzero”: Un’eccellenza dedicata alle future mamme e ai neonati, pensata per offrire sicurezza e comfort in una fase delicata come quella del parto e del post-parto.
- Centro di Salute Mentale: Un ambiente completamente rinnovato, fondamentale per garantire dignità e percorsi di cura moderni ai pazienti più fragili.
Le voci dei protagonisti
Il Presidente Francesco Rocca ha sottolineato l’importanza di questo “investimento concreto”:
“Stiamo riportando la sanità vicino alle persone. Non è solo una questione di mura e macchinari, ma di una visione che mette al centro il paziente cronico, le famiglie e i più fragili, abbattendo le distanze tra istituzione e territorio.”
Dello stesso avviso la DG Sabrina Cenciarelli, che ha evidenziato come queste aperture siano il frutto di una programmazione serrata volta a rendere la sanità pontina “più accessibile e moderna”.
Cosa cambia per i cittadini?
L’obiettivo di questa riorganizzazione è duplice: decongestionare gli ospedali per acuti (come il Dono Svizzero) e fornire risposte immediate alle patologie croniche. Grazie alle Case di Comunità, il cittadino non sarà più lasciato solo nella gestione burocratica e clinica della propria salute, ma troverà un presidio multidisciplinare pronto all’ascolto.
Il commento
Questa giornata storica rappresenta un passo avanti verso una sanità “a km zero” per rispondere alle sfide di una popolazione che chiede, con forza, il diritto alla salute.
