Frosinone – Incendio nell’azienda agricola: assolto il sessantenne accusato di rogo doloso

Irene Mizzoni
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È stato assolto perché il fatto non sussiste il sessantenne finito a processo con l’accusa di aver appiccato l’incendio che, il 22 giugno 2022, aveva devastato numerosi ettari di terreno coltivati a frumento all’interno di una importante azienda agricola situata tra Frosinone, Veroli e Alatri.

Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica di Frosinone, l’uomo era stato individuato in considerazione dei reiterati passaggi con la propria autovettura nella zona interessata dal rogo proprio nelle ore in cui si erano sviluppate le fiamme. Gli inquirenti avevano ipotizzato che il gesto potesse essere stato dettato da gravi ragioni di astio e rancore, riconducibili a vecchie vicende giudiziarie intercorse con i proprietari dell’azienda agricola. In particolare, a seguito delle controversie, l’uomo era stato estromesso dalla coltivazione dei terreni, essendo nel frattempo scaduti i contratti di mezzadria. Nel corso del dibattimento, durato diverse udienze, sono stati ascoltati numerosi testimoni che avevano confermato sia il passaggio dell’autovettura dell’imputato nei pressi dell’area interessata dall’incendio sia l’esistenza di pregresse tensioni con la proprietà, elementi che, secondo l’accusa, avrebbero potuto costituire il movente dell’azione incendiaria. La difesa, rappresentata dall’avvocato Giampiero Vellucci, è tuttavia riuscita a dimostrare come il transito dell’auto non potesse essere considerato un elemento decisivo. La strada percorsa dall’imputato, infatti, risultava essere l’unica via utile per raggiungere la propria abitazione, situata a circa due chilometri di distanza, circostanza che giustificava la frequenza dei passaggi anche nei giorni precedenti al rogo. Quanto alle presunte ragioni di astio, è emerso in aula come le vicende giudiziarie risalissero a molti anni prima e riguardassero i genitori dell’imputato. Al contrario, il sessantenne avrebbe intrattenuto nel tempo rapporti cordiali con la proprietà dell’azienda agricola. A fronte della richiesta di condanna a tre anni di reclusione avanzata dal Pubblico Ministero, il Tribunale ha accolto la tesi difensiva pronunciando sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste. Mar.Ming.
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