Frosinone – Processo per corruzione, i testi smontano le accuse

Marina Mingarelli
3 MIn Lettura
“Nessuna minaccia e nessuna prova tecnica sui dispositivi”. È quanto hanno affermato questa mattina in aula i testi che sono stati chiamati a deporre nel processo per corruzione e presunto accessi irregolari del sistema informatico che vedeva imputati gli avvocati Alfredo e Gabriele Scaccia e il maresciallo dei carabinieri Carmine Casolaro.

Nel corso dell’istruttoria dibattimentale sono stati ascoltati alcuni testimoni e consulenti tecnici, le cui dichiarazioni – secondo quanto emerso in aula – avrebbero escluso responsabilità dirette a carico degli imputati. Tra i testi sentiti dal tribunale anche il commercialista Pavan, consulente di Guerra un imprenditore che precedentemente era stato cliente degli Scaccia. Il professionista ha riferito di aver avuto rapporti «cordialissimi» con l’avvocato Alfredo Scaccia e di non aver mai ricevuto minacce. Lo stesso Pavan ha inoltre dichiarato di non essere stato a conoscenza neppure dell’identità della persona che avrebbe presentato la denuncia nei suoi confronti. Il testimone ha spiegato che, al momento dell’elezione di domicilio notificatagli nell’ambito della vicenda, non gli sarebbe stato comunicato né chi lo avesse denunciato né per quale motivo fosse stato coinvolto nel procedimento. Nel corso dell’udienza è stato poi sentito anche il perito dr. Vitiello incaricato degli accertamenti tecnici. Quest’ultimo ha dichiarato di non aver effettuato copie forensi sui dispositivi informatici riconducibili ai due avvocati, circostanza che ha assunto particolare rilievo durante l’esame in aula. Un ulteriore contributo è arrivato dal responsabile della Dgsia (Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della Giustizia), il quale ha escluso responsabilità a carico di Carmine Casolaro. Secondo quanto riferito, gli accessi al sistema informatico oggetto dell’indagine sarebbero stati effettuati da più persone, elemento che renderebbe impossibile attribuirli con certezza a un singolo soggetto. L’udienza si è quindi concentrata sulle dichiarazioni dei testimoni e sugli aspetti tecnici legati agli accessi informatici. Di rilevanza tecnica le dichiarazioni spontanee dell’avvocato Alfredo Scaccia il quale ha chiarito le motivazioni giuridiche poste a sostegno delle denunce presentate. Il processo proseguirà nelle prossime settimane con le ulteriori fasi dell’istruttoria. Si torna in aula il prossimo 24 aprile. Nel collegio difensivo gli avvocati Alfonso Amato del Foro di Salerno, Christian Alviani e Nicola Ottaviani di Frosinone, quest’ultimo oggi sostituito dalla collega Martina Stirpe. Mar. Ming.
Condividi questo articolo
Nessun commento