Sora si ritrova senza una voce nel Consiglio Provinciale di Frosinone. Un’assenza che, secondo Rifondazione, non è frutto del caso. “Sora – dicono dal circolo – sacrificata dagli accordi politici provinciali fatti dai vertici della ‘nuova era’ che amministra la città”. Il dato politico è inequivocabile: Sora ha perso un’occasione di protagonismo. Amministrare una città significa guardare all’interesse generale della comunità, non alle convenienze dei singoli o ai giochi di sponda con Frosinone. Oggi Sora è più debole, meno rappresentata e ferita nell’orgoglio istituzionale. La città merita decisamente altro.
<<Per la prima volta la città di Sora resta senza rappresentanza nel Consiglio Provinciale di Frosinone – si legge in una nota del partito – Un fatto politico grave che segna un arretramento della presenza della nostra città nei luoghi in cui si assumono decisioni importanti per il territorio. Altro che difesa della città, altro che “Soranità”. Bandiera tanto decantata in campagna elettorale. I numeri parlano chiaro. La maggioranza aveva a disposizione 2460 voti ponderati, un peso elettorale che avrebbe potuto consentire l’elezione di un rappresentante sorano nel Consiglio Provinciale. Quei voti non hanno prodotto alcuna rappresentanza per la città, con il risultato che Sora resta fuori dall’assemblea provinciale, mentre altri territori rafforzano la propria presenza istituzionale. In Provincia resta solo il Sindaco-Presidente, ma con la concreta possibilità che debba presto preparare la valigia, alla luce di uno scenario politico che appare in rapida evoluzione. Nel frattempo il suo principale alleato, il “Compagno” Francesco De Angelis, esce ridimensionato dal voto provinciale e dal confronto interno al proprio partito. Un quadro politico che conferma come le logiche delle alleanze provinciali tessute dalla maggioranza che governa la città abbiano prevalso sulla difesa della rappresentanza e degli interessi di Sora. In tutta questa vicenda emerge anche un altro elemento politico: i consiglieri di maggioranza hanno finito per assecondare una scelta maturata dal vertice vero della maggioranza, limitandosi di fatto a svolgere un ruolo esecutivo senza riuscire a utilizzare il proprio peso politico per garantire alla città di Sora una rappresentanza nel Consiglio Provinciale. Un copione politico che, ancora una volta, penalizza la città. Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: 2460 voti ponderati non hanno prodotto alcun rappresentante sorano nel Consiglio Provinciale. La vera Soranità si difende tutelando la rappresentanza e gli interessi della città, non subordinandoli agli equilibri politici provinciali. La città merita altro. Sora non può più permettersi di trovarsi in condizioni simili. Una città si amministra nell’interesse generale della comunità, non sulla base di equilibri, convenienze o desiderata di chi detiene il potere politico>>.
