Non si ferma l’impegno civile nel territorio del Frusinate per contrastare uno dei reati più odiosi e diffusi degli ultimi anni: le truffe ai danni della popolazione anziana.
Nonostante l’attenzione mediatica nazionale, il fenomeno non accenna a diminuire, spingendo i Volontari Capitano Ultimo della Sezione di Sora a scendere in campo con il progetto “Noi possiamo aiutarti”.
Un mese di incontri sul territorio
Il progetto, attivo ormai da circa un mese, nasce con l’obiettivo di trasformare la vulnerabilità in consapevolezza. Attraverso incontri mirati in parrocchie, centri anziani e luoghi di aggregazione, i volontari e le forze dell’ordine dialogano direttamente con i cittadini, fornendo loro gli strumenti pratici per riconoscere e neutralizzare i tentativi di raggiro, sia telefonici che domiciliari.
Il tour della prevenzione ha preso il via lo scorso 13 febbraio presso il Centro Anziani di Sora, toccando successivamente le comunità parrocchiali di Santa Maria Porta Coeli, Maria SS.ma di Valleradice e il comune di Castelliri.
L’identikit del truffatore: i consigli dell’Arma
Punto cardine di ogni appuntamento è
stata la presenza del Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Sora, il Capitano Domenico Cavallo. Il Capitano ha tracciato un profilo dettagliato del “truffatore tipo”, mettendo in guardia i presenti su come queste persone senza scrupoli riescano a manipolare la realtà.
Secondo quanto emerso dagli incontri, il truffatore segue spesso un copione preciso:
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- L’apparenza inganna: si presenta sempre come una persona distinta, dai modi garbati e affidabili.
- Manipolazione emotiva: millanta conoscenze approfondite dei familiari, facendo leva su presunte difficoltà economiche o incidenti occorsi a figli e nipoti.
- Il falso ricordo: spesso sostiene di essere un vecchio conoscente che la vittima non vede da tempo.
- Pressione psicologica: una volta agganciata la vittima, diventa insistente e cerca di mantenere occupata la linea telefonica o l’attenzione della persona per impedirle di chiamare i soccorsi o i familiari.
“È fondamentale che i suggerimenti ricevuti oggi diventino patrimonio comune” – ha sottolineato il Capitano Cavallo – “riferite quanto appreso ad amici e vicini di casa che non hanno potuto partecipare.”
Prossimi appuntamenti
Ad ogni partecipante è stata consegnata una brochure informativa contenente i punti chiave per difendersi. Ma la campagna non finisce qui: il calendario degli incontri proseguirà per tutto il mese di marzo e fino a giugno, toccando altri centri del comprensorio sorano.
L’iniziativa dei Volontari Capitano Ultimo dimostra che, contro l’isolamento e l’illegalità, la rete della solidarietà e l’informazione capillare restano le armi più efficaci.
