Titolare di una sala giochi di Ferentino tenuto in ostaggio per pagare il pizzo, scattano tre arresti. Nella giornata di sabato si è tenuta l’udienza di convalida, l’unico che è riuscito ad ottenere i domiciliari è stato L.C. di 66 anni. F.M. di 40 anni e R.T. 41 anni di origine albanese resteranno invece in carcere.
Tutti e tre residenti a Frosinone, rappresentati dall’avvocato Marco Maietta, sono accusati di estorsione in concorso e sequestro di persona. I fatti come si ricorderà, risalgono alla notte tra l’11 ed il 12 febbraio quando i tre malfattori si sono introdotti nella sala giochi e dopo aver avvicinato un dipendente gli hanno richiesto del denaro che sarebbe servito per una “protezione”. Ma al rifiuto del dipendente uno degli aggressori ha reagito colpendolo con dei pugni al volto e minacciando di morte lui ed i suoi familiari. Dopo di che gli aveva intimato di cancellare tutte le immagini del sistema di videosorveglianza proprio per evitare qualsiasi traccia del loro passaggio in quel locale. Quando è arrivato il titolare della sala giochi la situazione è peggiorata ulteriormente. L’uomo infatti dopo essere stato costretto a salire su una vettura è stato minacciato e malmenato. E per far si che il titolare cedesse alle loro richieste gli avevano stretto un laccio intorno al collo. I tre avevano richiesto un “pizzo” di 5000 euro al mese in cambio della loro protezione. Nel frattempo i dipendenti hanno allertato i carabinieri della compagna di Anagni. Alla vista dei militari i tre hanno fatto scendere dalla macchina l’ostaggio ed hanno tentato di fuggire. Ma sono stati acciuffati ed arrestati dopo un breve inseguimento. Mar. Ming.
