Si chiude con due pronunce favorevoli al Comune di Colleferro la lunga e controversa vicenda legata all’affidamento del parco pubblico “Donatori di organi”, conosciuto in città come “La Baita”. A darne notizia è il sindaco Pierluigi Sanna, che parla di «epilogo giudiziario» dopo mesi di polemiche, accuse e tensioni politiche.
Due i procedimenti arrivati a sentenza: uno in sede penale e uno in sede civile. Nel procedimento penale, nato dalla denuncia-querela presentata dal primo cittadino, il Tribunale di Velletri ha ritenuto responsabili due persone per diffamazione aggravata ai danni del sindaco. Secondo quanto riferito, per mesi Sanna sarebbe stato oggetto, sui social network, di «insulti feroci e attacchi gratuiti», con accuse volte a mettere in dubbio la sua onestà personale e la legittimità dell’operato dell’amministrazione comunale. All’esito del giudizio di primo grado, gli imputati sono stati condannati a 9 mesi di reclusione e al risarcimento del danno, quantificato equitativamente in 60 mila euro. La sentenza non è definitiva e potrà essere impugnata in appello. «Per il momento però la giustizia si è pronunciata», ha commentato il sindaco. Parallelamente si è concluso anche il procedimento civile promosso da alcuni ex gestori della Baita, che avevano citato in giudizio il Comune di Colleferro e un gruppo di dipendenti comunali, chiedendo un risarcimento complessivo di 5 milioni di euro per la mancata proroga della concessione. Il Tribunale ha respinto le richieste risarcitorie. Nessun esborso economico, dunque, per l’ente o per i funzionari coinvolti. Al contrario, gli ex gestori sono stati condannati al pagamento di oltre 100 mila euro per il rimborso delle spese legali sostenute dalle parti convenute. Questa decisione è ormai definitiva. Sanna ha sottolineato come la vicenda abbia avuto «una grandissima eco mediatica», alimentata – a suo dire – da informazioni «spesso faziose, inopportune e parziali», preferendo attendere le pronunce dei giudici prima di tornare sull’argomento. Il sindaco ha inoltre ringraziato i legali che hanno seguito i due procedimenti: l’avvocato Marcello Cardi per il civile e l’avvocata Chiara Mulliri per il penale. «Sono lieto che si sia potuta mettere finalmente la parola fine – ha dichiarato – perché questa diatriba ha inquinato per troppo tempo il dibattito politico nella nostra comunità». Archiviata la battaglia giudiziaria, l’amministrazione guarda ora al rilancio dell’area. Il parco “Donatori di organi”, l’ex Baita, è stato affidato alle attività dell’associazione Crescendo Insieme e ai volontari dell’Avis. «Una nuova storia tutta da scrivere», conclude il primo cittadino. Anna Ammanniti
