Pastena – Sindaco chiede bollette Acea dimezzate, “non si può pagare l’aria”

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Estate torrida e rubinetti a secco in molti comuni della Provincia. Il sindaco di Pastena, Arturo Gnesi, propone ad Acea di dimezzare le bollette dei mesi estivi fino al ripristino di una normale fornitura idrica in quanto “pagare l’aria al posto dell’acqua non è un segno di civiltà”.

“L’Acea con protocollo n. 80530/17 del 25/8/2017 porta a conoscenza che a causa dell’eccezionalità della crisi idrica, il Consiglio dei Ministri lo scorso 7 agosto ha deliberato lo stato di emergenza per la regione Lazio. Continua nella nota che “…. la ridotta disponibilità idrica non ha consentito la completa e regolare alimentazione dei serbatoi comunali in relazione ai quali non si è reso possibile conseguire l’equilibrio tra le portate in entrata ( in costante diminuzione) e quelle in uscita ( drasticamente aumentate con le richieste estive)…”. Questo “….genera continui fenomeni di discontinuità se non addirittura in molti casi l’impossibilità di alimentare regolarmente e con continuità le utenze poste a maggiori distanze dai serbatoi, a quote più elevate o comunque servite con percorsi impiantistici idraulicamente più sfavorevoli…” È evidente che se da un lato la scrivente società “…. non è responsabile delle cause del fenomeno in questione e delle conseguenti ricadute sul servizio ….” dall’altro lato si è adoperata per garantire la “..massima erogazione possibile del servizio… con turnazioni nella distribuzione dell’acqua e mettendo a disposizione autobotti di emergenza per il rifornimento dei serbatoi privati …”. In questi giorni abbiamo più volte ribadito l’impegno degli operai Acea a monitorare costantemente la distribuzione dell’acqua nelle diverse contrade del nostro paese e ad intervenire con manovre appropriate anche per soddisfare le richieste di un numero esiguo di famiglie collocate su zone periferiche e montuose. Tuttavia, anche a causa dell’eccezionale siccità ci sono contrade dove l’acqua arriva in modeste quantità e intervallata anche da una settimana di assenza completa. Altri cittadini ci incontrano per dirci che da giugno i loro rubinetti sono a secco e devono provvedere con mezzi propri a rifornire serbatoi e cisterne. Nonostante le difficoltà i cittadini sono consapevoli di quanto sta accadendo in questa estate torrida e non solo a Pastena e non soltanto nel Lazio. Usano pazienza e senso civico e non hanno mai fatto polemiche inutili e plateali per dissentire da questa oggettiva situazione di disagio e che come ammesso dalla stessa Acea, “genera continui fenomeni di discontinuità se non addirittura in molti casi l’impossibilità di alimentare regolarmente e con continuità le utenze”. Discorso a parte va fatto per le attività commerciali e ricettive che proprio nel mezzo dell’estate e con il massimo flusso di turisti che visitavano le grotte e il paese, hanno dovuto fare i salti mortali per assicurare il funzionamento degli stessi servizi igienici. Tutto questo non è alle spalle ma è ancora esperienza quotidiana e pertanto appare utile, a tutela degli interessi delle famiglie del nostro paese fare una proposta operativa all’Acea affinché dimezzi il costo delle bollette, per i mesi estivi e fino al ripristino di una normale fornitura idrica. Sarebbe un atto di reciproca collaborazione anche per superare le rivendicazioni di quanti hanno visto i loro consumi causati unicamente dal passaggio di aria. E pagare l’aria al posto dell’acqua non è un segno di civiltà. Questa proposta mi auguro che sia sostenuta anche dagli altri sindaci che stanno condividendo i medesimi disagi estivi”.
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