Promesse non mantenute e cantieri infiniti: i futuri chimici e odontotecnici incrociano le braccia. “Senza pratica non c’è futuro, la nostra formazione è paralizzata dai ritardi del PNRR”.

Non è solo una protesta, è un grido d’allarme per il proprio futuro professionale. Gli studenti dell’ITIS per Chimici di Arpino, storica eccellenza del territorio, sono scesi in sciopero questa mattina per denunciare una situazione divenuta insostenibile: la totale indisponibilità dei laboratori didattici, cuore pulsante di ogni istituto tecnico che si rispetti.
I lavori di riqualificazione legati ai fondi PNRR avrebbero dovuto consegnare una scuola più moderna e funzionale. Tuttavia, il cantiere sta ottenendo l’effetto opposto: paralizzare la didattica. La Provincia aveva inizialmente garantito che i locali sarebbero stati pronti al rientro dalle vacanze natalizie, dopo aver già concesso una prima proroga. Ad oggi, però, la realtà è sotto gli occhi di tutti: il cantiere è ancora aperto e l’incertezza regna sovrana.
”I laboratori sono una parte fondamentale per noi,” spiegano con fermezza gli studenti durante il presidio. “Abbiamo bisogno di poterne usufruire. Qui sono in gioco le nostre competenze e, di conseguenza, il nostro futuro lavorativo. Non possiamo diplomarci solo sui libri di

teoria.”
Il danno all’offerta formativa è ingente. Per un perito chimico, l’attività sperimentale non è un accessorio, ma il fulcro dell’apprendimento. Attualmente, tutti e nove i laboratori di chimica risultano inagibili.
La situazione non è migliore per la sezione Odontotecnico. Gli studenti sono attualmente “ospiti di fortuna” presso i locali della scuola media locale. Una convivenza difficile, segnata da interferenze tra ordini di studio diversi e dalla mancanza di spazi adeguati alle specifiche esigenze tecniche della loro specializzazione.
Le ultime indiscrezioni parlano di una possibile riconsegna di appena 2 o 3 laboratori entro il 1° febbraio. Una soluzione che gli studenti giudicano insufficiente e, soprattutto, poco credibile vista la serie di scadenze già disattese. La richiesta della comunità scolastica è chiara:
Certezze granitiche sui tempi di consegna dell’intera struttura.
Ripristino immediato della normale attività didattica laboratoriale.
Rispetto per un’istituzione scolastica che rappresenta un punto di riferimento per l’intero comprensorio.
In attesa di risposte concrete la mobilitazione continua. Ad Arpino, oggi, la chimica si studia in strada, per evitare che il futuro di centinaia di giovani resti intrappolato tra le maglie della burocrazia e dei ritardi edilizi.