Sabato di controlli serrati nel capoluogo ciociaro. Nella giornata del 17 gennaio, la città è stata teatro di un massiccio dispositivo di sicurezza interforze, pianificato dal Questore della Provincia di Frosinone, dott. Stanislao Caruso, in linea con quanto stabilito in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
L’operazione ha visto l’impiego coordinato di Polizia di Stato (supportata dal Reparto Prevenzione Crimine Lazio e dalle unità Cinofile), Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale. L’obiettivo: prevenire reati predatori, contrastare lo spaccio di stupefacenti e monitorare le aree urbane più sensibili. Un capitolo significativo dell’operazione ha riguardato la sicurezza alimentare. I NAS dei Carabinieri hanno infatti deferito il titolare di un esercizio pubblico cittadino per la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Oltre alla denuncia, sono scattate sanzioni amministrative per la presenza di prodotti privi della necessaria tracciabilità. Il bilancio numerico dell’attività fotografa un controllo capillare del territorio: 160 persone identificate, tra cui tre cittadini extracomunitari condotti in ufficio per la verifica della regolarità del permesso di soggiorno; 12 posti di controllo stradale; 63 veicoli verificati e 3 sanzioni elevate per violazioni al Codice della Strada. Sul fronte del contrasto alla droga, le unità cinofile hanno permesso di individuare e segnalare amministrativamente alla Prefettura cinque soggetti (due italiani e tre stranieri di nazionalità bangladese, egiziana e romena) trovati in possesso di sostanze per uso personale. In totale, sono stati sequestrati circa 14,5 grammi tra hashish e cocaina. Infine, il Questore Caruso ha avviato le procedure per l’emissione del Foglio di Via Obbligatorio nei confronti di un uomo residente in provincia, al quale sarà vietato il ritorno nel capoluogo. L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di “alto impatto” volta a incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini e a colpire direttamente i focolai di illegalità nelle zone a maggior rischio di recrudescenza criminale.
