Roma – Arrestati 5 rapinatori pronti per il colpo: avevano già scavato il tunnel per entrare in banca

Irene Mizzoni
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​Sopralluoghi minuziosi, vedette fisse e comunicazioni radio: la Squadra Mobile di Roma interrompe il piano criminale di cinque professionisti delle rapine a un passo dall’obiettivo.

Avevano studiato ogni dettaglio, dai tempi di apertura della filiale ai percorsi sotterranei per accedervi. Ma il “colpo del buco” pianificato da cinque uomini ai danni di un istituto di credito della Capitale è sfumato grazie all’intervento dei poliziotti della Squadra Mobile di Roma, che hanno stretto le manette ai polsi della banda prima che potesse entrare in azione. ​L’operazione della Sezione Antirapina è nata da un mix di intuito e conoscenza del territorio. Durante un normale controllo, gli agenti si sono insospettiti notando nei pressi di una banca la presenza di due volti noti: due pregiudicati che, anni prima, si erano già resi protagonisti di una rapina messa a segno proprio con la tecnica del buco. ​Da quel momento è scattata una serrata attività di osservazione che ha permesso di mappare i movimenti di un gruppo di cinque persone, rivelatosi una vera e propria organizzazione paramilitare con ruoli gerarchici e protocolli rigidi. ​La banda agiva con una precisione chirurgica per evitare ogni imprevisto: una vettura stazionava in un punto strategico con visuale diretta sulla banca, un secondo veicolo effettuava continui giri intorno all’obiettivo. Il gruppo comunicava esclusivamente via radio per segnalare in tempo reale l’eventuale presenza delle Forze dell’ordine. L’obiettivo era chiaro: permettere agli “scavatori” di completare il tunnel di accesso entro l’alba, per poi sorprendere i dipendenti all’apertura della banca. ​L’intervento della Squadra Mobile è scattato appena prima che il progetto criminale giungesse alla fase finale. Durante l’arresto, uno dei componenti è stato trovato in possesso di un’arma comune da sparo detenuta abusivamente. ​Le successive perquisizioni hanno portato alla luce il materiale necessario per il colpo, ovvero ricetrasmittenti e arnesi da scasso professionali, passamontagna e guanti per non lasciare tracce; la chiave di un lucchetto che garantiva l’accesso esclusivo ai locali scelti come base per iniziare lo scavo, al riparo da sguardi indiscreti. ​I cinque arrestati dovranno rispondere, in concorso tra loro, di tentata rapina aggravata, ricettazione e detenzione e porto abusivo di arma da fuoco. L’operazione conferma l’efficacia del monitoraggio costante sui soggetti già noti alle forze di polizia, fondamentale per prevenire colpi che avrebbero potuto mettere a serio rischio l’incolumità di dipendenti e clienti.
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