Il circolo del Partito della Rifondazione Comunista Alta Valle del Sacco torna a intervenire nel dibattito sul futuro del territorio, collegando la battaglia contro il progetto KNDS (ex Winchester di Anagni) a un’analisi più ampia del progressivo cedimento demografico e sociale che da oltre un decennio colpisce i comuni della Valle. Tra questi, Ferentino rappresenta uno dei casi più emblematici.
Secondo Rifondazione, per comprendere le ragioni del drastico calo della popolazione – scesa in dieci anni da circa 22 mila a 20 mila abitanti – è sufficiente osservare lo stato dell’area industriale: un susseguirsi di capannoni dismessi, strutture abbandonate e attività ferme da anni. Un quadro che testimonia come disoccupazione e precarietà continuino a caratterizzare il tessuto produttivo locale, alimentando forme di ricatto occupazionale, sfruttamento e pratiche antisindacali nei pochi luoghi di lavoro rimasti. In questo contesto si inserisce l’espansione della logistica automatizzata, presentata dalle amministrazioni come volano di sviluppo. I nuovi insediamenti, come quello della New Cold, partner di Froneri, secondo il circolo produrranno in realtà pochissimi posti di lavoro – meno di cento, in larga parte non qualificati – a fronte di un forte incremento del traffico pesante, del consumo di suolo e dell’inquinamento atmosferico. Un modello che, anziché offrire prospettive alle giovani generazioni, contribuisce a spingerle lontano dal territorio. A rendere lo scenario ancora più critico è la presenza dell’industria bellica. L’impianto KNDS ex Winchester, destinato alla produzione di nitrogelatina, viene indicato come un ulteriore fattore di rischio: pericolosità esplosiva, inquinamento ambientale e trasformazione del territorio in potenziale obiettivo sensibile. Un prezzo altissimo, secondo Rifondazione, per un presunto sviluppo che non migliora né la qualità della vita né l’occupazione. Il circolo contesta apertamente la narrazione dell’attuale amministrazione comunale di Ferentino, che prospetta il 2026 come un anno di crescita del benessere e della popolazione grazie alla logistica. A oggi, osservano i militanti, gli unici effetti tangibili sono l’aumento dei fattori di rischio per la salute, con un’incidenza crescente di patologie respiratorie e oncologiche, come segnalato da recenti studi e rapporti medici sul legame tra inquinamento e condizioni sanitarie nella Valle del Sacco. L’analisi si estende anche alla trasformazione urbana: svuotamento del centro storico, nascita di quartieri residenziali di impronta speculativa accessibili solo a una fascia benestante, progressiva desertificazione delle periferie. Servizi essenziali di prossimità – farmacie, uffici postali, asili nido, strutture sanitarie, spazi sportivi e ricreativi – sono stati progressivamente smantellati, compromettendo la possibilità di costruire comunità inclusive e vivibili. Emblematico, secondo Rifondazione, è il caso del quartiere Stazione. Nonostante la recente ricostruzione della stazione ferroviaria, mancano un trasporto urbano efficiente per i pendolari, servizi di sicurezza, biglietteria e spazi di ristoro. Nel tempo, il quartiere è stato privato anche di farmacia e ufficio postale, diventando il simbolo di un abbandono sistematico. Alla luce di questo quadro, Rifondazione Comunista Alta Valle del Sacco richiama le battaglie cittadine che in passato hanno portato a risultati concreti, come l’opposizione al progetto dell’aeroporto e all’impianto di compostaggio. Oggi il circolo ribadisce il proprio impegno al fianco di chi si mobilita contro la devastazione ambientale, il consumo di suolo e le fabbriche di armi, e a favore della tutela del territorio, delle periferie e dei beni comuni. Perché, concludono i militanti, solo dalla consapevolezza della propria condizione umana, sociale e territoriale può nascere una vera prospettiva di cambiamento e di democrazia reale. Anna Ammanniti
