Latina – Blitz anti-caporalato in un allevamento: tre lavoratori in nero e gravi carenze igieniche

Irene Mizzoni
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Prosegue senza sosta l’offensiva dei Carabinieri contro lo sfruttamento del lavoro nelle campagne del territorio pontino.

Nella mattinata di ieri, un’operazione congiunta tra i militari della Stazione di Latina e il Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) ha portato alla luce l’ennesimo caso di irregolarità all’interno di un’azienda agricola dedita all’allevamento. ​L’accesso ispettivo, coordinato dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Latina, rientra in un piano di monitoraggio mirato a contrastare il fenomeno del caporalato. Durante gli accertamenti, i militari hanno identificato tre braccianti di nazionalità indiana impiegati totalmente “in nero”. ​La posizione dei lavoratori è apparsa subito critica: per nessuno di loro era stata effettuata la comunicazione obbligatoria di assunzione. Inoltre, per due dei tre cittadini stranieri è emersa l’assenza del regolare permesso di soggiorno, configurando così una condizione di clandestinità sul territorio nazionale. ​Oltre allo sfruttamento della manodopera, l’ispezione ha rivelato uno scenario preoccupante sotto il profilo della sicurezza e dell’igiene nei luoghi di lavoro. Secondo quanto riportato dai Carabinieri, l’azienda non garantiva i requisiti minimi previsti dalla legge: mancata sorveglianza sanitaria dei dipendenti; assenza di informazione e formazione sui rischi professionali; carenze strutturali nelle misure di sicurezza generali. ​Il titolare dell’azienda, un uomo di 39 anni residente nel luogo, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica. Le accuse a suo carico sono pesanti e spaziano dall’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro al favoreggiamento della permanenza illegale di stranieri. ​Il bilancio economico dell’operazione è altrettanto severo. ​Ammende penali: circa 5.000 euro per le violazioni sulla sicurezza. ​Maxi sanzione amministrativa: un totale di 14.040,00 euro per l’impiego di manodopera irregolare. ​Questo intervento sottolinea ancora una volta l’importanza della vigilanza costante nelle aree rurali della provincia, dove il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori stranieri rimane una piaga sociale ed economica che le autorità si impegnano a sradicare.
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