Rapina e resistenza a pubblico ufficiale, 50enne residente a Torre Cajetani condannato a tre anni e sei mesi di carcere.
I fatti risalgono al gennaio del 2021 quando l’uomo che si trovava a bordo di una vettura guidata dalla moglie, si era fermato per chiacchierare con un amico. Era stato proprio in quel momento che aveva cominciato ad inveire nei confronti di un anziano automobilista per motivi relativi alla circolazione stradale. Dopo aver costretto l’automobilista di 79 anni a scendere dalla vettura l’aveva preso per la gola e scaraventato contro alcuni secchi di plastica. Non contento di ciò gli aveva strappato il cellulare che aveva in mano. Da qui si è configurato il reato di rapina. Ma non è tutto. Nel momento in cui sono intervenuti i carabinieri il 50enne è salito a bordo della sua macchina incitando la moglie a darsi alla fuga. Un comportamento che ha costretto i militari ad inseguirlo mettendo a repentaglio le loro vite con delle manovre spericolate. Addirittura avrebbe tentato di speronare la macchina dei carabinieri. Il 50enne una volta sceso dall’abitacolo aveva cercato poi di scappare a piedi facendo perdere le proprie tracce. Da qui la denuncia anche per resistenza a pubblico ufficiale. Nei giorni scorsi il giudice del tribunale collegiale di Frosinone si è pronunciato con la condanna a tre anni e mezzo di carcere. Nella memoria difensiv , va detto, l’avvocato di fiducia Roberto Filardi aveva sostenuto che il suo assistito si trovava con la moglie ed i figli ed un suo amico. E mentre stavano parlando del più e del meno l’anziano automobilista pur di passare aveva rischiato di investire sia il suo cliente che l’amico. Ne era nata una discussione molto animata. Era stato a quel punto che l’imputato aveva preso il cellulare per fotografare la posizione delle macchine. Quando però il pensionato aveva preso anche lui il suo telefonino il suo assistito lo aveva preso per gettarlo a terra e non certo per mettere in atto una rapina. Mar.Ming.
