È stato il rilevante contributo che la provincia di Frosinone ha portato ai lavori della Conferenza Programmatica nazionale di Alternativa Popolare, tenutasi sabato a Roma. Negli oltre 2000 delegati, giunti da tutta Italia, Frosinone si è distinta con i suoi 200 rappresentanti, tra eletti e dirigenti, dotati di un’ampia rappresentatività del territorio ed una elevata qualità di contenuti.
Al cospetto dei quadri nazionali e del Coordinatore regionale del Lazio Alfredo Pallone, i 200 ciociari, capitanati dal Segretario Provinciale Michele Mele, il Presidente provinciale Michele Nardone, il coordinatore di Frosinone Daniele Colasanti, il vice presidente della Provincia Andrea Amata, il consigliere provinciale Massimiliano Mignanelli, l’ex sindaco di Sora Ernesto Tersigni, l’assessore del capoluogo Pasquale Cirillo, l’ex sindaco di Pontevorvo Riccardo Roscia, il vice sindaco di Arce Gianfranco Germani, l’ex consigliere comunale di Frosinone Ivan Spaziani, l’ex sindaco di Ceprano Marco Colucci, l’ex consigliere comunale di Ferentino Amedeo Mariani, hanno partecipato ai lavori della conferenza, tracciando infine le linee politiche e programmatiche di Alternativa Popolare. Sulla scorta di tali linee programmatiche, la Direzione nazionale di AP si riunirà il prossimo 24 novembre per definire quindi i contorni del quadro delle eventuali alleanze per le elezioni politiche e le altre competizioni imminenti. Su tale piano è emersa la condivisa necessità di considerarsi unici nel panorama politico attuale, per la coerenza e la capacità dimostrata nell’azione politico-amministrativa degli ultimi 5 anni e per gli importanti risultati governativi raggiunti. Infatti ogni indicatore socio-economico rappresenta incontrovertibilmente tale fatto. Negli ultimi anni l’Italia ha affrontato tre immense crisi mondiali ed europee: economica e finanziaria, dei flussi migratori e del sistema sicurezza, messo in crisi dal terrorismo internazionale. Davanti a tali fenomeni, pur esposti in modo esponenziale rispetto agli altri paesi europei, le tre crisi non hanno piegato il paese e il governo, pur davanti alle inutili conclusioni di biechi detrattori, ha tenuto ferma la barra della nave in tempesta, riportandola in acque più tranquille. Pertanto oggi può affrontarsi autonomamente la competizione elettorale, pur restando pronti ed aperti ad ogni confronto, sulla base delle idee e dei programmi come emersi nei lavori della conferenza. Potrà quindi essere valutata ogni ipotesi di coalizione come prevista dalla legge con l’unica pregiudiziale che non potrà farsi nulla con chi è contro l’euro e l’Europa. SUL PIANO REGIONALE Alfredo Pallone, che dovrà occuparsi della questione relativa alle elezioni regionali nel Lazio, prende atto dell’autocandidatura di Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, che ha fatto la fuga in avanti, tentando di costringere tutto il centrodestra ad adeguarsi. Il problema è che il sindaco di Amatrice, pur appartenendo ai quadri di Fratelli d’Italia, essendo membro dell’assemblea nazionale, allo stato, è sponsorizzato solo dall’antieuropeista Lega di Salvini, che opportunisticamente ne sostiene la radice populista. Pur con il rispetto della posizione la Lega e per le zone terremotate, da cui il Sindaco di Amatrice proviene, non può essere un terremoto a compendiare le capacità politico-amministrative necessarie per governare una regione complessa come il Lazio. Se invece del Sindaco di Amatrice si parlasse del Sindaco di Frosinone, allora la valutazione delle capacità e delle competenze sarebbe assai diversa. Lo stesso potrà dirsi nell’ipotesi Luisa Todini. Su Zingaretti c’è a suo favore l’azione governativa di legislatura e l’attuale divisione nel centrodestra. Come fatto per il comune capoluogo, dove la scelta e la partecipazione si è decretata vincente, si farà per la Regione, analizzando le qualità personali e i programmi.
