Editoriale – Sora, De Donatis distrugge la città e noi… “barattoliamo”?

Alessandro Andrelli
6 MIn Lettura
(di Alessandro Andrelli) #eravamopronti… commentava qualche giorno fa, a mo’ di sfottò, un cittadino sotto un post di Facebook riferito all’amministrazione De Donatis.

#cel’hannofattosolocrederemanonlosonomaistati… “rispondono” sempre più sorani che criticano l’attuale maggioranza e la giudicano come il peggior Governo che la città ricordi. Da quando lunedì scorso (6 novembre) il sindaco, avendo raggiunto il fondo, ha iniziato a scavare, Sora è in rivolta.La nomina ad assessore della moglie di Taglialatela ha mandato la città e l’intero sistema in tilt, superando di gran lunga gli infiniti flop messi insieme, negli ultimi diciassette mesi, da De Donatis e dalla sua squadra. La scelta della signora Taglialatela, sconosciuta alla quasi totalità della popolazione sorana, ha rappresentato un vero e proprio scivolone politico, seguito da un tonfo senza eguali. Ed è stato come uno tsunami! Da una parte la gente che né ha compreso la scelta fatta (il marito un mese prima assessore assolutamente no e la moglie un mese dopo assessore assolutamente si!) né ha condiviso “la bastardata” messa a segno da De Donatis e da Mosticone nei confronti della consigliera Petricca. Dall’altra il terremoto politico che ha travolto il partito di Forza Italia, causando morti e feriti (anche fedelissimi) in uno scenario di distruzione e guerra. Schiacciato da questo marasma senza eguali, De Donatis, ridicolizzato dal suo stesso agire (nessuno sarebbe mai potuto arrivare a tanto!), ne esce distrutto in ogni senso. Abbruzzese, politico di altro calibro, è capace di “rigirare la frittata” (un maestro da sempre in questo!’) e pesca dal cilindro un patto sottoscritto da: Mosticone, Petricca e Di Carlo in merito a chi deve dare ed a chi deve avere in Forza Italia su Sora. Non è dato sapere se questo foglio esista davvero o no (di certo appare strano che la Petricca, essendo anche un avvocato, non abbia cognizione dei documenti da lei stessa firmati oppure li dimentichi in così poco tempo), ma poco importa! Ben più grave, se fosse vero quanto detto e scritto, è la consapevolezza che il destino di Sora ed il futuro dei sorani non è oggetto di impegno ed abnegazione dettati da amore politico e senso civico per la propria terra, bensì da un mero calcolo, scritto a tavolino, in cui si sancisce la divisione “dei pani e dei pesci”. Il tutto sotto la regia del potere forte di Cassino (di certo non pensa al bene di Sora perché sorano non è!), ed oggetto di puro arrivismo e bramosia personale. Forza Italia precipita senza prova di appello e raggiunge De Donatis nel baratro. Anche chi ha tanto sbraitato ed urlato (senza dire niente!) inizia finalmente a capire di essere stato mero ed insignificante strumento di chi, alla prima occasione, ha “pugnalato alla schiena” tutti, pur di continuare il suo personale cammino ed arrivare alla meta prefissata. Così, mentre i politici pensano a cosa devono fare per conservare ed aumentare il proprio potere, i fatti continuano a travolgere Sora ed i sorani. La Giordano abbandona l’organizzazione del mercatino dell’antiquariato dopo venti anni. Poco chiare e scarsamente dettagliate le motivazioni addotte da parte di colei che questa manifestazione l’ha creata e l’ha fatta diventare un punto di riferimento. Nella nota di dimissioni si parla in generale di una mancanza di intesa con l’amministrazione comunale, di assenza di prospettiva futura, di organizzare questa manifestazione altrove, magari a Cassino (ecco che la città martire torna di nuovo in pole position!). Parole forti ma vaghe che lasciano pensare e si aggiungono a quelle pronunciate in consiglio comunale da Ernesto Tersigni. E mentre il tutto, già al vaglio degli inquirenti, lascia presagire un’altra brutta storia dai contorni non ben definiti e dai risvolti inaspettati, l’amministrazione De Donatis si distingue “in bassezza” anche per cultura e saper fare. Nella stessa settimana, viene scritto “aviso” al posto di “avviso” sul profilo istituzionale dell’ente e si sbaglia la dicitura delle targhe consegnate ai ragazzi che hanno conseguito 100 e lode all’esame di maturità di giugno scorso.Una gran brutta figura per la consigliera Petricca ed il consigliere Caschera ideatori dell’evento, addirittura meschina per De Donatis sindaco al timone di una scialuppa che da sempre fa acqua da tutte le parti e sta affondando in un acquario. E mentre Bruni chiede per Sora (e indirettamente per sé) un ruolo di spicco nelle prossime elezioni regionali, pena la sua fuoriuscita da Fratelli d’Italia che, per quanto si dice in giro, è già decisa da tempo per un suo ingresso trionfale nella schiera di Abbruzzese, tutti si chiedono… ma che fine ha fatto Baratta? Nessun vice sindaco è stato politicamente amorfo ed insignificante come lui, nessuno ha posseduto l’arte del non dire e del non fare al suo pari. Punta di diamante, in una maggioranza del nulla, che sa soltanto distruggere quanto già creato, il vicesindaco “barattola” di qua e di là per il Comune, senza sapere, senza capire e senza nulla fare. E mentre c’è chi “barattola” insieme a lui, in città si dice che c’è chi, invece, è impegnato a far nascere nuove società su cui ci sarà molto da parlare. Alessandro Andrelli
Condividi questo articolo
Nessun commento