Frosinone – Migranti, azienda alberghiera accusata di truffa aggravata allo Stato

Francesca Merolle
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Truffa aggravata in concorso ai danni dello Stato. Questa l’accusa che ha portato sul banco degli imputati due amministratori delegati che gestivano una azienda alberghiera dove venivano ospitati i migranti.

Affari d’oro grazie ai profughi. Due amministratori delegati di una società alberghiera con sede nel capoluogo ciociaro sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di truffa in concorso ai danni dello Stato. Secondo quanto è venuto fuori dalle indagini portate avanti dalla procura, i due imputati sono stati accusati, in periodi diversi, di avere lucrato sui migranti richiedenti asilo che erano stati ospitati nell’albergo Hotel Bracaglia che loro avevano in gestione. La vicenda era venuta fuori a seguito di una indagine prima della polizia e poi della Guardia di Finanza sulla gestione dell’accoglienza profughi provenienti dal nord Africa, nel periodo che andava dal primo giugno 2011 al 31 dicembre 2012. La cooperativa <Noi> che si stava occupando della sistemazione dei migranti si era rivolta ai gestori dell’hotel Bracaglia affinché gli immigrati avessero vitto e alloggio. Per ogni straniero, venivano versati 26 euro. La società che gestiva l’albergo, però avrebbe fatturato 38 euro al giorno per ogni rifugiato. Ciò stava a significare che entrambi gli amministratori delegati avevano fatto in modo di dichiarare importi superiori a quelli realmente spesi. Lo Stato sarebbe stato truffato di 90 mila euro nel 2011 e di 75 mila euro nel 2012 attraverso fatture gonfiate. Ieri mattina il giudice per le udienze preliminari ha rinviato gli imputati a giudizio con l’accusa di truffa ai danni dello Stato. Nel collegio difensivo gli avvocati Giuseppe Lo Vecchio e Marco Rossini del foro di Frosinone. La prima udienza è stata fissata per il 3 gennaio del 2018. (foto di repertorio)  
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