Il sindaco Fausto Bassetta risponde alla lettera aperta del gruppo consiliare L’AltrAnagni, che aveva “accusato” il primo cittadino di rifiutare un dibattito pubblico sulla passata crisi politica. Il sindaco ribadisce che non ha mai manifestato indisponibilità nel discutere, sia in Consiglio comunale che in riunione di maggioranza, ricorda inoltre che si ha a disposizione anche uno strumento come il question time.
Ecco la risposta del sindaco: “Cara AltrAnagni, poiché ho deciso di andare avanti e andrò avanti con determinazione, cominciamo a mettere in chiaro alcune cose, al di là delle continue lamentazioni e delle accuse pretestuose.
- Il Sindaco non ha mai manifestato l’indisponibilità a discutere in consiglio comunale di qualsiasi cosa, così come è successo nelle riunioni di maggioranza (la cui cronaca si può leggere anche su testate on-line). La vostra richiesta di “sintesi sulla sussistenza delle condizioni per il superamento in concreto della crisi in atto con richiesta, in caso positivo, di riferire al primo consiglio comunale utile”, riportata in calce a un documento politico, è stata accolta nel consiglio comunale del 28 ottobre scorso, con la lettura integrale del documento politico, peraltro firmato da tutti gli assessori e consiglieri di maggioranza, che ha sancito il superamento delle tensioni interne, la condivisione di un programma di fine consigliatura e di regole politiche di correttezza, trasparenza e partecipazione. Se questo non fosse stato sufficiente, ricordo al consigliere del gruppo che abbiamo introdotto anche lo strumento della question time. Non scarichiamo sempre tutto sul sindaco. Troppo facile. Sappiamo assumerci le nostre responsabilità.
- Nessuno ha costretto l’AltrAnagni a partecipare a questa maggioranza. Ogni maggioranza, e in special modo questa fatta di diverse sensibilità e molte anime, vive di dialettiche interne, anche forti e aspre. Il saperle superare è segno di maturità politica, di senso di responsabilità, di rispetto delle istituzioni e dei cittadini che votano i loro rappresentanti e si aspettano che essi amministrino e governino una città per la durata del mandato democraticamente affidato. Compiacersi delle crisi e trascinarle all’infinito è atteggiamento politicamente immaturo, perché lascia la città indefinitivamente alle beghe, alle polemiche e alle sterili discussioni. Proprio quegli atteggiamenti che mi hanno determinato a quel gesto clamoroso, richiamando tutti al superiore interesse della città e dei suoi problemi sociali ed economici.
- Il velo di ambiguità che copre le questioni del “palazzo” che intravede l’AltrAnagni va necessariamente specificato, altrimenti si alimenta sempre quella politica del sospetto, fatta di illazioni, di ricatti, di calunnie, di cui in questa città ci si è sempre nutriti.
- Il vago documento 2017-2019 contiene più elementi di concretezza che non il programma politico presentato nel 2014. Forse non è stato letto bene.
- L’AltraAnagni è stata invitata ed ha partecipato a un incontro politico che doveva far ripartire il dibattito interno a partire proprio dalle componenti civiche, cercando anche nuove strade e nuove interlocuzioni, senza alcun ordine di scuderia, ma sempre nella libertà di partecipazione e condivisione. Non mistifichiamo la realtà.
- Il Sindaco non si volta dall’altra parte e ha sempre affrontato l’AltrAnagni con lealtà, come mi sembra non stia facendo ora il gruppo che preferisce parlare con il sindaco a distanza. Il sindaco durante la crisi e nel momento della ricomposizione della Giunta comunale ha sostenuto l’AltrAnagni e l’ha valorizzata oltre i numeri e le vecchie logiche politiche, incassando le aspre e veementi critiche di altre componenti della maggioranza. E lo ha fatto con lealtà e coraggio, vedendosi ripagato da una lettera assolutamente strumentale che ha l’unico fine di trovare il giusto pretesto per porsi al di fuori della maggioranza, non avendo altri motivi se non quelli di creare ancora nuova tensione interna.
- La confusione la manifesta oggi l’AltrAnagni, incapace di stare in una maggioranza senza dover sempre evidenziare che sono “Altro” rispetto ad altri. Questo è un atteggiamento che non unisce, ma rappresenta l’aristocratico distacco proprio di chi è interessato più alla sua posizione e visibilità politica che al bene della città.
- Non vengo a cercare l’AltrAnagni, perché è ancora in piena crisi. Come detto al consiglio comunale: si chiarisca le idee e poi farà sapere alla città cosa vuole fare e dove vuole stare. Intanto il sindaco va avanti, perché c’è una città da amministrare e problemi da risolvere. La politica filosofica chiude qui.”
