Hanno abbattuto tre ettari di bosco per creare una discarica abusiva di materiale proveniente da cantieri edili. Indagati il sindaco di un paese del Cassinate ed i titolari di una società edile.
Questa mattina il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Cassino, ha accolto le richieste della competente Procura della Repubblica in relazione ad una violazione di vincoli paesaggistici, ed autorizzato i Carabinieri Forestali del N.I.P.A.A.F. a sequestrare il sito abusivo. Le indagini hanno consentito di scoprire che che la società che gestisce l’estrazione di inerti effettuava la propria attività su terreni individuati nel PTPR della Regione Lazio quali aree sottoposte a vincolo paesaggistico per la presenza di bosco. L’indagine ha consentito di accertare come l’attività estrattiva avviene in virtù di una autorizzazione comunale che consente l’estrazione in base ad una certificazione urbanistica che non rileva la presenza di bosco nelle aree interessate. Proprio il cambio di destinazione urbanistica, facendo figurare le particelle catastali come non ricadenti in zona boscata, è stato determinante ai fini del rilascio dell’autorizzazione all’ampliamento della coltivazione della cava senza la necessaria autorizzazione paesaggistica. Per tali motivi risultano indagati gli amministratori della società e il sindaco del Comune, firmatario dell’autorizzazione all’ampliamento della cava, a vario titolo per abuso d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, distruzione o deturpazione di bellezze naturali e opere eseguite su beni paesaggistici in assenza o violazione di autorizzazione. @nicoletti
