La Comunità Montana Valle di Comino vince la sfida della sinergia fra i Comuni. Via al progetto turistico che unisce il territorio: Verona Summer Tour Valle Di Comino. Una sfida vinta con tenacia e lungimiranza grazie al progetto ambizioso presentato nell’edizione 2017 di Fieracavalli Verona. Infatti, la XIV Comunità Montana Valle di Comino sotto la presidenza di Antonio Iannetta è riuscita laddove in molti avevano fallito ovvero, unire tutti i comuni della Valle in una solo soggetto, che sia in grado di promuovere turismo e produzioni di eccellenza, in modo efficace e convincente, sul mercato internazionale. La prima pietra è stata posata proprio a Fieracavalli Verona, dove la Comunità Montana, mediante l’Associazione Ippica Atina, che presto diverrà “Associazione Ippica Atina Valle di Comino”, ha rappresentato l’intero territorio con le sue bellezze naturalistiche, la sua storia e archeologia, le sue attività sportive, turistiche e produttive di riconosciuta eccellenza. Il percorso è appena agli inizi ma essere riusciti a realizzare questa rete sinergica, seppure ancora in fase embrionale, è un innegabile successo.
Presidente Iannetta, lei ha voluto fortemente che questo progetto vedesse la luce lavorando alla sua realizzazione. Cosa la ha convinta? La solidità delle idee contenute in questo percorso e, soprattutto, le ricadute in termini economici sul territorio che, attraverso la piattaforma internazionale dell’ente fieristico più importante d’Europa, beneficerà di una utenza vastissima, che in altro modo non avrebbe potuto venire a conoscenza delle sue eccellenze. Finalmente la Valle di Comino esprimerà la vocazione turistica che la contraddistingue. Perché in passato questa collaborazione fra i vari Comuni non è stata possibile? Credo che siano mancati due fattori essenziali: una pianificazione credibile e riscontrabile. Mi spiego meglio. Se si vuole essere il “trait d’union” tra realtà contraddistinte da una unica radice è importante non cadere nell’errore di volersi porre con arroganza e protagonismo ma, piuttosto, mettersi al servizio dell’obiettivo comune. Ritiene che il turismo equestre sia davvero il volano dell’economia locale? E’ certamente un circuito molto interessante e seguito da un pubblico di livello medio alto, in grado di portare sul nostro territorio un turismo di qualità con prospettive di crescita economica importanti. Che riscontro ha avuto il progetto sul pubblico di Fieracavalli che, vale la pena di ricordarlo, quest’anno ha registrato il record di 60mila visitatori, in rappresentanza di 63 Paesi. Spesso tendiamo a dimenticare che le nostre peculiarità, alle quali noi siamo forse troppo abituati, non sono comuni ma eccezionali. Coloro che vi si confrontano per la prima volta, invece, ne restano incantati. Questo è stato evidente in fiera, tanto che in molti hanno già prenotato tour equestri per la prossima primavera. C’è ancora molto da fare ma le prospettive sono ottime. Quindi, un nuovo modo di considerare un territorio bellissimo ma fino ad ora incapace di autopromuoversi e crescere, a causa di piccole divisioni e campanilismi. Un momento importante cui si è arrivati grazie alla ferrea volontà di un uomo lungimirante.
