Ceprano – Mensa, M5S: “Cinque euro? Un prezzo politico… al contrario”

Carlo Capone
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Continua la polemica sui 5 euro della mensa scolastica che ogni giorno i genitori devono sborsare per far mangiare i loro figli. Tante famiglie hanno già espresso il loro dissenso. A rappresentare questo malcontento generale sono i rappresentanti del M5S.

Il Movimento parla di un prezzo politico e spiega il perché: <Sfogliando un semplice dizionario è possibile imbattersi nella definizione di Prezzo politico. Riassumendo, il prezzo politico è il prezzo che lo Stato o un organismo pubblico (ad esempio Comune) pratica quando l’interesse pubblico assume un particolare rilievo. Il prezzo politico è fissato ad un livello inferiore al costo di produzione del servizio offerto.  La differenza tra il prezzo politico e il costo viene coperta da altre entrate come le imposte.  E’ quello che accade, ad esempio, con i servizi di trasporto.  Sarebbe impossibile per il cittadino usufruire del servizio a causa del costo elevatissimo al limite dell’improponibile se lo Stato non imponesse un “prezzo pubblico.  Questa semplicissima nozione a Ceprano ha trovato applicazione nel prezzo della mensa scolastica esattamente al contrario>. E dal M5S spiegano le motivazioni di questa affermazione: <Nel senso diametralmente opposto, a causa di un bilancio pieno zeppo di debiti di cui, tra l’altro, non si può conoscere la storia e i nomi dei responsabili, si è applicato un prezzo politico maggiore del reale servizio offerto. Si badi bene: maggiore>. Si entra nel cuore della questione, riportando qualche esempio: <Basta prendere il menu invernale, disponibile anche se non facilmente ottenibile, della prima settimana partendo dal lunedì, pasta al pomodoro, frittata semplice, carote al tegame, macedonia fresca e pane. Considerando che gli studenti hanno età composita e non sono assimilabili a facchini e scaricatori di porto per quantità di cibo che consumano, il prezzo del pranzo del lunedì è abbondantemente sovrastimato. Perchè 1/2 kg di pasta di buona qualità costa al supermercato 79 centesimi, una confezione di 6 uova costa 2,50 a tenersi larghi, 600grammi di carote 80 centesimi e un panino 30 centesimi e di certo con questi prodotti, che costano quasi 5 euro, ci mangia sicuramente ben più di uno studente. Ci sono giorni in cui sono previsti cibi dal costo leggermente superiore ma la sostanza non cambia>. Ed ecco l’attacco politico: <Insieme ai mugugni di disapprovazione, palesi o sottotraccia, di molti genitori ci viene qualche domanda. E a questo punto rientra in gioco il prezzo pubblico molto poco pubblico applicato su un servizio a domanda individuale.  Le difficoltà che hanno indotto a portare il prezzo a 5 euro quali sono?  Prezzi di acquisto delle materie prime a livello superiore al prezzo di mercato o supermercato? Il vizietto tutto italico che se compro un prodotto a titolo personale lo pago 300 euro ma se lo compra una amministrazione pubblica costa almeno il doppio? Oppure la scarsa e mai ricercata ottica del risparmio come tenere aperte più cucine ciascuna con i propri consumi di gas ed elettricità senza il benchè minimo sforzo di razionalizzazione?  La combinazione di questi fattori o, ancora peggio, di ancora altri fattori “oscuri”? Al punto di arrivare a chiedere un “prezzo politico” maggiore del servizio reso? La cattiva gestione di colui che in fin dei conti gioca con i soldi e le tasche altrui?  E i soldi incassati dall’innalzamento del prezzo a cosa servono?  A cercare di ridurre la spesa sulla pelle di chi manda con sacrificio i propri figli a scuola?  Un aiuto al contrario? Stiamo avendo un brutto incubo collettivo dal quale ci sveglieremo presto o è la triste e tragica realtà di pianificazioni e capacità assenti?>. Concludono i pentastellati: <Possiamo avere il diritto di farci passare in mente, solo passare in mente, qualche invettiva non propriamente “politically correct”? Noi striscioni sulle nuvole non ne mettiamo ma procederemo con delle verifiche volte ad appurare se questi prezzi applicati e questa storia dei prezzi applicati siano legittimi. Con affetto e parecchio “seccati” dalla vicenda>. CAP LEGGI ANCHE http://www.tg24.info/ceprano-buoni-mensa-colucci-accusa-cacciarella-risponde/  
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