L’acqua c’è ma è ridotta e razionata, a privilegio di pochi. Alcuni utenti devono, purtroppo, accontentarsi di una fascia oraria che va dalle 7 alle 11 del mattino. Cittadini, commercianti e imprenditori di Campoli Appennino sul piede di guerra che chiedono spiegazioni.
“Acea Ato 5 si preoccupa dei pagamenti, invece di erogare il flusso idrico – commentano, anche sui social network, i campolesi esasperati -. Ogni giorno faccio una scommessa: ora c’è e tra un minuto non ci sarà! Nel frattempo, andiamo a fare la coda presso gli uffici del Gestore e quando rientriamo non possiamo neppure farci una doccia, un pasto dignitoso senza lasciare la cucina sporca, lavarci le mani e vivere, quindi, in maniera normale. Per chi poi, ha bambini appena nati e anziani allettati, il problema si trasforma in una vera prova alla sopravvivenza. Non possiamo sperare che da un momento all’altro si sistemi tutto, poiché, in primis, non doveva verificarsi tale problema. Non possiamo continuare a pregare affinché scorra l’acqua almeno per farsi un bidè! Vogliamo invece capire cosa sta succedendo all’acquedotto di Val San Pietro e al Serbatoio situato in località San Pancrazio. Dove va a finire l’acqua che non scorre nelle case di Campoli?”. Caterina Paglia
