Focus – Fiuggi: “The Day After Berlusconi”, riflessione e appunti in un taccuino!

Alessandro Andrelli
5 MIn Lettura
(di Stefania Vitti) Una convention a Fiuggi con i personaggi più importanti del panorama politico italiano, e non solo, non è una cosa che capita tutti i giorni. Un evento che è riuscito a puntare i riflettori per tre giorni nella città  delle terme, creando un vero fenomeno mediatico, che probabilmente non avrebbe avuto la stessa risonanza senza l’arrivo di Berlusconi.

Potervi assistere da giornalista (in erba sicuramente, ma forse è proprio questo che mi lascia vivere con più intensità ed emozione occasioni simili!) è stata un’esperienza significativa. Forse non tutti la troverebbero così. Molti la considererebbero solo dal punto di vista politico; chi per l’aspetto mondano, quasi da red carpet. Per me è stata una grande occasione di crescita. Mi sono ritrovata in una sala stampa circondata dai giornalisti delle più importanti testate nazionali e lì, in quei 20, forse 30 mq, non ho perso un solo secondo per apprendere quanto più possibile. D’altronde chissà quando potrà ricapitarmi una cosa del genere, o forse chissà. Ho osservato ogni loro movimento, il modo di scrivere, le dirette radio e tv, i loro volti, i gesti. Grazie a loro l’Italia intera sintonizzata in tempo reale su quanto accadeva nel salone affianco al nostro. Come potevo non essere elettrizzata? Forse per loro era pane quotidiano, per me no. Dall’altra parte delle porte a specchio, c’era lui: Silvio Berlusconi. Un uomo, un imprenditore, un politico, il fondatore di Forza Italia, che nel corso degli anni è stato processato, assolto, condannato da qualsivoglia tribunale, ma che a più di 80 anni riesce ad avere un tale seguito. Amato, odiato, temuto, venerato, il Cavaliere era tornato, con un’energia che non si addice di sicuro alla sua età, eppure c’era, anzi c’è. Osannato dalla platea come una star, già dal suo arrivo nel Grand Hotel la sera prima. In effetti, non si notava molta differenza con quando si tenta di rubare un selfie con un attore famoso, un calciatore o un cantante. E il suo discorso di ieri ha mandato la folla in delirio, chiaramente una folla tutta schierata solo per lui, non ci poteva essere alcun tipo di oppositore presente in sala. Può piacere o meno, ma bisogna riconoscerlo, Berlusconi è stato ed è ancora uno dei comunicatori più influenti dello scenario politico. Parlare per quasi un’ora e mezza a braccio, non è da tutti, Berlusconi è riuscito a farlo. Poi è chiaro che ognuno di noi, specie giornalisti, ha il proprio pensiero politico, spesso in completa antitesi con quello liberale espresso da decenni dal fondatore di Forza Italia. Ottanta minuti interrotti solo da applausi, da cori di elogio e di consenso. Ottanta minuti nei quali, però, è giusto ribadirlo, Berlusconi ha messo se stesso al centro di tutto, senza avere quasi mai riferimenti al territorio, ne tantomeno al progetto politico che si intende portare avanti nella Regione Lazio. Probabilmente il paragone è un po’ azzardato ma il riferimento di Berlusconi al sogno italiano mi ha fatto pensare a Martin Luther King ed al suo “ I have a dream” o anche al motto rassicurante e incoraggiante “Yes, we can” di Barack Obama. E’ chiaro che King e Obama avevano visioni completamente differenti del sistema partitocratico e sociale, e sopratutto sono uomini politici appartenenti non solo a generazioni differenti, ma che hanno come riferimento la comunità afroamericana degli Stati Uniti d’America. Il suo carisma, e la capacità di trascinare la folla, a tratti ricorda proprio quella di storici leader politici. Bisogna dargli atto, ci sa fare, anche se il suo discorso aprirà parecchie critiche su più fronti e porterà il paese ad attente riflessioni future. Sarà per questo che, nonostante la sua veneranda età, viene visto come il futuro del partito e dell’Italia. Ognuno faccia poi le sue dovute considerazioni su come un uomo di oltre 80 anni possa essere definito il “futuro”. Berlusconi ha capitalizzato, nel bene e nel male, l’attenzione mediatica di nuovo su di se. Ieri si parlava solo di lui, non di Forza Italia, o di eventuali schieramenti futuri, o di altri leader politici. Ai posteri l’ardua sentenza. Stefania Vitti
Condividi questo articolo
Nessun commento