Editoriale – Sora: VERGOGNA, dopo quindici mesi di Amministrazione… si pensa solo alle Regionali

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Sora li ha sentiti urlare per mesi “Siamo pronti!”, i sorani li hanno ascoltati sbraitare in mille occasioni “Rappresentiamo il cambiamento!”, gli elettori li hanno visti promettere senza indugio “Risolveremo il problema della Tomassi, daremo l’agibilità alle scuole comunali e agli impianti sportivi, asfalteremo tutte le strade!” Dopo 15 mesi di governo, niente di tutto quanto urlato, sbraitato e promesso da De Donatis e dalla sua squadra è diventato realtà.  Era tutto un bluff!

L’inerzia e l’incapacità regnano sovrane all’interno del Palazzo comunale, il caos e la disorganizzazione dominano ogni angolo della città, senza che il consigliere Caschera batta ciglio. Così, nel silenzio più assordante della maggioranza (nessuno del governo De Donatis si è mosso a tal proposito) Sora ha visto chiudere lo sportello Acea, dovuto per convenzione. A seguire, tra l’inettitudine e l’incapacità più totale, la città ha perso la prima squadra di pallavolo, costretta a giocare a Frosinone per il mancato adeguamento del palazzetto. False e ridicole le motivazioni del sindaco. “Non c’è tempo!”, quando 14 mesi prima prometteva ai sorani ed ai tifosi di tutto e di più. “Non ci sono i soldi!”, quando invece perdeva 1 milione di euro di finanziamento a fondo perduto. Le verità sembrano essere ben altre e la voci, a tal proposito, diventano ogni giorno più insistenti, sebbene si cerchi in ogni modo di imbavagliare, di azzittire e di soffocare le parole. Nonostante il regime di terrore e ritorsione vigente, la gente mormora che la volontà della “sala regia” sia stata quella di “farla pagare” alla società e che più di qualcuno stia facendo salti di gioia nel vedere “finalmente sbolognate” le partite della Superlega. Accanto alla verità, c’è poi l’apparenza. Con la solita falsità politica, senza ritegno e senza pudore, il sindaco ha cercato di “metterci una pezza” perché altro non poteva fare. Penosa la conferenza stampa del primo cittadino, patetico l’argomentare, incredibile il tentativo di distogliere l’attenzione. Così tra chiacchiere e parole, quasi senza far accorgere niente a nessuno, De Donatis ed i suoi hanno colto l’occasione ed hanno fatto fuori anche l’Università. Invece di riattivarla, potenziarla e renderla importante, perché polo di un territorio che ha tanta voglia di riscatto, hanno deciso di smantellarla per avere aule da occupare con i bambini della scuola che a via Pisacane non deve più restare. Scandalosa l’ordinanza di chiusura fatta proprio per la scuola Ruggeri-San Lorenzo il primo giorno del nuovo anno scolastico. De Donatis ed i suoi “non erano pronti”! E sono stati capaci di iniziare il trasloco dell’intero plesso proprio a 24 ore dall’inizio. Una prassi consueta per questa amministrazione che ha fatto partire con il nuovo anno scolastico anche i lavori straordinari a Carnello ed a Chiesa Nuova, con appalto pressoché concluso a fine estate scorsa (erano finanziamenti ottenuti dall’amministrazione Tersigni) e tante bugie (a giustificazione del ritardo dell’inizio lavori) che adducevano l’espressa volontà di far eseguire l’intervento d’estate per non interferire con le lezioni. Quante menzogne! Quante favole raccontate alla gente! Nessun rispetto per i bambini. Nessun rispetto per i genitori. Nessun rispetto per il dirigente scolastico ed il personale tutto. Si procede senza logica, senza razionalità e senza capacità. Scandaloso! Troppo impegnati a pensare alle candidature regionali per avere nel cuore Sora, i rappresentanti di Governo, sono inebriati dal toto nome. Nessuno di loro si rende conto di essere politicamente insignificante e senza spessore. Tutti ambiscono alla poltrona. Solo nel gruppo dell’acquario sembrerebbero addirittura 3 gli aspiranti al titolo. Povera Sora, rappresentata da soggetti che altro non sono che mere pedine di giochi politici intricati e complessi, dove fili diversi si intrecciano e vengono tirati solo dalle mani e dai poteri forti di Cassino. Alla fine Sora ed i suoi rappresentanti faranno ciò che gli sarà detto di fare, piegando la testa con la possibilità di proferire soltanto “signorsì!”. Venduta a Cassino da De Donatis e dalla “scialuppa civica che galleggia in un acquario”, la città giace, mentre coloro che si pensano big e grandi strateghi, sono solo marionette nelle mani esperte di chi sa cosa deve fare e dove vuole arrivare. Come è caduta in basso Sora! Rappresentata da una politica inetta, in cui si ride del nulla e si vede decidere il proprio destino su altri tavoli e da altre persone, che naturalmente non pensano al bene della città. Non è questo che merita, perché non è questo che Sora è. Città di intelligenza, di passione e di capacità è e resta terra di talento, proprio lo stesso talento che ha visto Zappacosta fare un gol spettacolare e scrivere la storia, donando a tutti i sorani un’emozione senza eguali e risvegliando l’orgoglio di essere nati in questa città. Vai a casa De Donatis! Vai a casa con tutta la tua squadra! Sora è altro e merita di più, molto di più! Alessandro Andrelli
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