Grazie alla legge sulle unioni civili una settantenne potrà continuare a pregare sulla tomba del convivente con il quale aveva trascorsi 30 anni di vita. Le figlie, avute dal compagno in un precedente matrimonio, volevano spostate la salma dal cimitero di Alatri e quello di Palermo dove si trovava la cappella di famiglia.
Le figlie del convivente vogliono trasferire la salma del padre nella cappella di famiglia a Palermo, ma lei una donna di 70 anni che aveva convissuto 30 anni con quell’uomo presenta ricorso davanti al giudice e vince la causa. La vicenda che ha visto protagonista una signora di Alatri risale al 2012 quando il compagno muore a causa di un tumore, L’uomo, che era stato precedentemente sposato (da quel legame erano nate due figlie) era stato tumulato presso il cimitero di , Alatri. Una settimana dopo però proprio mentre si era recata a pregare sulla tomba del suo amato, aveva saputo dal custode che i familiari avevano disposto il trasferimento della salma a Palermo dove si trovava la cappella di famiglia. La donna, turbata da quella decisione improvvisa, si era rivolta all’avvocato Galassi affinchè potesse bloccare quel trasferimento . Proprio nei giorni scorsi il giudice ha pronunciato una sentenza innovativa in fatto di unione civili. Il magistrato infatti ha dato ragione alla donna in quanto la convivente avrebbe più diritto dei familiari di decidere dove tumulare il suo caro. Mar. Ming.
