Cassino – Viene operato e lasciano la garza nella pancia, condannata l’Asl

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Una garza dimenticata nell’addome di un paziente dopo un’appendicite è costata all’Azienda Sanitaria di Frosinone una condanna da parte del tribunale di Cassino.

Il giudice, Claudio Fassari, ha infatti stabilito che la responsabilità del grave fatto non andasse attribuita ai due chirurghi, entrambi difesi dall’avvocato Antonella Verrecchia, all’anestesista, alle ferriste di sala operatoria che hanno partecipato all’intervento e tutti sanitari dipendenti dell’Ospedale Santa Scolastica di Cassino ma bensì alla stessa Azienda per due motivi: 1) Per insussistenza o mancata prova di una condotta dolosa o gravemente colposa da parte dei sanitari che parteciparono all’operazione; 2) Per il mancato apprestamento di procedure o linee di condotta operatoria. In sintesi il giudice Claudio Fassari ha imputato dunque all’Azienda Asl di Frosinone di non aver adottato – all’epoca dei fatti – “un codice di condotta”, ovvero il protocollo raccomandato dal Ministero della Salute in merito al conteggio delle garze utilizzate durante gli interventi di chirurgia. Tutto ha inizio nel 2005 quando un uomo viene sottoposto ad operazione di appendicite che tecnicamente risulta essere andata bene. Qualche settimana dopo, però, il paziente manifesta atroci dolori all’addome che lo portano ad essere ricoverato presso il Policlinico di Napoli dopo viene nuovamente operato. I chirurghi campani trovano, infatti, una garza probabilmente dimenticata dai colleghi di Cassino. Scatta la denuncia e in otto finisco sotto indagine. Poi la fine della vicenda con l’assoluzione dei medici e la condanna dell’Asl al risarcimento dei danni. @anicoletti (foto dal web)
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