La Valle del Sacco piange i suoi morti, risultato di un forte impatto ambientale causato da impianti che nel tempo hanno sicuramente danneggiato la salute dei cittadini. Gli anagnini sono stanchi di essere continuamente martoriati da una situazione ambientale a dir poco disastrosa, troppe malattie, troppi morti. Ma la salute del cittadino viene decisa attraverso le conferenze dei servizi, dove il Comune non può mettere becco, essendo competente solo per l’urbanistica. Il Cdq Osteria della Fontana, attraverso un suo membro del direttivo, l’ing. Mario Sarasso esprime delle forti perplessità sulle modalità di esecuzione delle conferenze dei servizi che autorizzano gli impianti di notevole impatto ambientale.
“Le Conferenze dei Servizi sono quelle riunioni alle quali partecipano i vari Enti ed Istituzioni che, sotto le direzioni della Regione Lazio dovrebbero avere la finalità di produrre e discutere pareri, note ed osservazioni per la valutazione collegiale delle richieste autorizzative in particolari settori (es. trattamento rifiuti) che pervengono da soggetti imprenditoriali. Ma funziona davvero così ? Nel caso recente della Marangoni qualche perplessità emerge. Gli attori, oltre alle Direzioni decisorie della Regione sono: la Società interessata ( la Marangoni), la Provincia di Frosinone Servizio Gestione rifiuti , l’Arpa Lazio Sezione Provinciale di Frosinone , l’Arpa Lazio Direzione Tecnica, il Comune di Anagni servizio rifiuti, l’ASL di Frosinone SISP – S.pre.Sal. Possono partecipare e produrre le loro osservazioni anche le Associazioni dei cittadini . Come si è arrivati alla determina pubblicata sul BURL dell’ 8 agosto ? La Provincia e la ASL, senza motivazione alcuna non hanno mai presentato osservazioni e/o prescrizioni e tanto meno si sono mai presentate alle Conferenze dei Servizi, in tale modo hanno dato parere positivo alla autorizzazione. Il Comune di Anagni ha presentato una nota nella quale richiamava le proprie motivazioni al dissenso. Una nota che richiama la capacità produttiva incrementata, la presenza di abitazioni, le note della stessa Regione relativamente al procedimento del car fluff e la nota della sentenza seguente del Tar, la presenza di inquinanti in prossimità del sito, i malfunzionamenti per interruzione Enel, le ordinanze sindacali di divieto, la zonizzazione SIN, le mancate migliorie tecniche dell’impianto, il procedimento penale in corso. Una nota articolata ed esaustiva per la rappresentazione di quello che è un rischio accertato. Bene. Nella determina il Responsabile regionale del procedimento liquida tutto quanto precede con: “Richiamato che il Comune di Anagni ai sensi del DGR 239 / 2008 è competente per i soli aspetti urbanistici e lo stabilimento…. ricade in zona industriale” Quindi il Comune è liquidato anche se risulta strano come si possa indirizzare la posta dalla Regione (verbale del 09/11/2016 ) al Comune di Anagni “servizio rifiuti” quando il Comune ha titolo per osservazioni solo di “natura urbanistica”. Quindi anche se il Comune avesse prodotto documenti circa l’accertamento di una decimazione della popolazione per inquinamento, poiché la sua competenza è “urbanistica”, tale nota non avrebbe avuto valore ai fini della determina per l’autorizzazione e la denuncia sarebbe caduta nel vuoto. Del resto così è stato anche in occasione della determina del 2001 ed è sorprendente come il Comune non sia al corrente di tale sua limitazione. Come pure cadono nel vuoto le osservazioni delle Associazioni. Osservazioni di equivalente natura di quelle presentate dal Comune, che rappresentano una situazione di degrado ambientale e di allarmanti dati epidemiologici, in quanto il Responsabile del procedimento espone in determina: “Richiamato che le osservazioni prodotte dalle Associazioni attengono ad aspetti di impatto ambientale già valutati in sede di promemoria di valutazione di impatto ambientale pervenuta con nota protocollo 2233 del 24/11/ 2000”. Quindi anche le Associazioni vengono liquidate. Cioè il Responsabile ritiene che con la valutazione del 24 /11/ 2000 la pratica ambientale sia definitivamente chiusa , anche se le condizioni di allora “a preventivo” , successivamente , dopo quasi venti anni, non fossero coerenti con il “consuntivo”. Cioè anche se fosse stato sterminato mezzo paese , per il funzionario preposto continua a valere quella sentenza biblica inossidabile agli eventi di quelle eminenze grigie di scienziati che il 23 /11/ 2000 valutavano che “l’impatto dell’impianto relativamente alle ricadute di inquinanti al suolo è del tutto trascurabile”. Chi è rimasto ? L’Arpa. L’Arpalazio questa qui però si, questa c’è. Finalmente c’è qualcuno che possa dire la sua o che voglia dire la sua. Ma subito si spegne l’entusiasmo. Nel documento inviato da ArpaLazio si legge: “si comunica che questa struttura non parteciperà alla conferenza in oggetto in relazione alla nota del commissario straordinario numero 77 191 del 01/10/2013 e del direttore generale Arpa Lazio numero 27399 barra 01/04/2015…” e poi : “ non si ravvisano competenze tecniche di Arpa Lazio preordinate nella fase di rilascio delle autorizzazioni (nuove o rinnovi) alla gestione dei rifiuti…” E ancora:“ non risulta alcun accordo di programma ovvero stipula di apposita convenzione da parte di codesta Regione con Arpa… necessaria per fornire il supporto tecnico richiesto …” Poi con una formula molto professionale di apertura quale : “Ad ogni buon conto… per quanto di competenza di questo Servizio ed in via del tutto preliminare …” Vengono riportati i richiami ai vari decreti , il richiamo alla verifica della soglia massima di 3000 Kg/h , osservazioni circa lo stoccaggio dei pneumatici, la richiesta di chiarimenti circa lo smaltimento delle ceneri. Tutte osservazioni alle quali la Marangoni non ha avuto grandi difficoltà nel rispondere. Per riassumere: – Comune : competente solo per urbanistica – Provincia : assente – ASL: assente – Associazioni : osservazioni non pertinenti, già risolte nell’anno 2000 – Arpalazio : si dichiara senza titolo Ma come avrebbe potuto essere diverso l’esito della delibera dalla concessione del rinnovo della autorizzazione a Marangoni, o di qualsiasi altro soggetto? Provate voi a “rinnovare “ la patente di guida dicendo che la visita medica oculistica di venti anni prima vi aveva dichiarati idonei… Può essere ragionevole avere il sospetto che qualcosa non funziona… come pure avere il sospetto che tutto funziona a meraviglia…” Anna Ammanniti
