Frosinone, mancano i posti per i ragazzi in biblioteca. Il trasferimento al Polivalente si allontana

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(di Alessandro Redirossi) Tutti i posti occupati e ragazzi costretti ad abbandonare il proposito di poter passare la giornata di studio nella biblioteca comunale con i propri coetanei.

Succede in questi giorni a Frosinone, città che fra il 2008 e il 2017 ha visto sparire (secondo elaborazioni Istat per l’Espresso) l’11,5% dei propri giovani fra i 18 e i 30 anni. Sono 871 in meno rispetto a 9 anni. E c’è chi, a ragione, parla di “grande fuga”. In questi giorni, complici le vacanze estive, molti ragazzi che durante l’anno sono fuori Frosinone per studio o lavoro si trovano in città. Tanti, fra questi, hanno deciso di preparare qui la sessione degli esami universitari estivi. Per questo, complice anche la contemporanea chiusura estiva della biblioteca provinciale, la biblioteca comunale “Norberto Turriziani” di Corso della Repubblica è stata letteralmente presa d’assedio nella coda di questa torrida estate. Una biblioteca che già durante l’anno, grazie anche alla ricchezza dei materiali e dei progetti per la lettura, accoglie in centro storico una significativa comunità di giovani. Che la frequenta quotidianamente. E rappresenta una speranza. Perchè incontrare tanti giovani nello stesso posto, perlopiù al centro storico, è sempre più merce rara. Il paradosso è che la biblioteca comunale, che cresce di giorno in giorno per progetti e lettori, rimane ancorati a spazi inadeguati. La sede di Corso della Repubblica non ha spazi idonei e sufficienti. All’ingresso c’è un enorme scala a fare da barriera architettonica perenne e insormontabile. I posti sono limitati così come la possibilità di ospitare presentazioni di libri, convegni ed eventi pubblici. Che vengono organizzati sempre all’esterno della sede. Da 4 anni si attende il trasferimento della biblioteca comunale in una sede più ampia, affinchè possa spiccare il volo e incrementare i servizi, gli spazi e gli eventi a favore dei cittadini e della piccola comunità giovanile incastonata nel centro storico. Nel 2013 la Giunta Ottaviani – con tanto di delibera – ha individuato i locali del Polivalente per il trasferimento e l’ampliamento della biblioteca comunale. Per eliminare barriere architettoniche, ingrandire gli spazi, creare ludo-biblioteche e sale multimediali. Belle parole rimaste ancorate a inchiostro su carta. Motivo? Dal Comune si sostiene che non ci siano abbastanza risorse. Specie per adeguare l’impianto antincendio del Polivalente al fine di ospitare i tanti volumi della biblioteca. Nel frattempo il trasferimento al Polivalente si allontana ulteriormente. A maggio l’amministrazione Ottaviani ha deciso di cedere per un anno a privati alcuni dei locali del Polivalente individuati nel 2013 per la biblioteca. Chiede ai privati di effettuare alcuni lavori di bonifica per i danni subiti dai locali abbandonati al loro destino in questi anni. Al bando pubblico per l’affidamento dei locali per 1 anno risponde un’associazione pugilistica. Quantifica i lavori da effettuare per sistemare i locali in 40mila euro. Il Comune chiede anche un canone di affitto di 4200 euro annui (350 al mese). L’associazione ritiene l’impegno economico troppo importante e rinuncia. Il 29 agosto viene approvato dalla Giunta Ottaviani un nuovo bando. Stesse le finalità: affidare i locali ad associazioni sportive per un anno, con possibilità di proroga. Tempo fino al 2 ottobre per le offerte. Stavolta il Comune chiede i soliti 4200 euro l’anno che verranno però scomputati dalle spese che verranno sostenute dai privati per i lavori. La reiterata volontà di affittare ai privati i locali del Polivalente allontana evidentemente la possibilità di un imminente trasferimento-ampliamento della biblioteca. Anche se nel bando si prevede che, qualora l’amministrazione metta in atto il trasferimento, i privati dovranno lasciare i locali del Polivalente. Nel frattempo gli spazi di condivisione per i ragazzi in città restano pochi e inadeguati. In questi giorni tanti ragazzi a Frosinone restano fuori dalla biblioteca. E a breve fra lavoro che manca, i pochi stimoli, gli spazi di aggregazione ridotti e la qualità della vita che non decolla, salperanno per altri lidi. A meno che non siano già fra gli 871 che hanno salutato il capoluogo ciociaro . Alessandro Redirossi
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