Con un comunicato stampa sintetico e puntuale, ieri sabato 19 agosto, a 14 mesi esatti dalla vittoria dell’attuale gruppo di governo, il consigliere Antonio Farina ha annunciato la sua decisione di rimettere a De Donatis tutte le deleghe consiliari di sua competenza.
“Una decisione maturata – fa sapere Farina – dopo attenta valutazione politico/amministrativa dell’operato dell’attuale Amministrazione Comunale di cui faccio parte, in quanto non corrispondente, in alcune scelte, al programma elettorale condiviso con gli elettori nel 2016”. Non scende nei dettagli il consigliere Farina, ma richiama con forza il proprio dovere politico ed impegno civico, precisando: “La stessa motivazione che ha fatto scaturire questa decisione sofferta ma necessaria, visto quanto affermato in premessa, mi impegna per la città di Sora in maniera ancor più attenta. Valuterò attentamente i programmi e le scelte politico -amministrative del sindaco De Donatis e della maggioranza e qualora le verificherò non rispondenti al programma elettorale ed al bene della città di Sora e dei sorani mi vedrò costretto a dissentire”. Chiara la decisione politica presa, così come l’immenso rammarico di Farina per un programma, condiviso durante la campagna elettorale del 2016, e non più rispettato, da parte del sindaco De Donatis e della maggioranza. Ripercorrendo questi quattordici mesi e le vicende che hanno tristemente caratterizzato l’attuale maggioranza, di certo nessuno può dare torto a Farina. Tutti ricordano il profondo impegno profuso dal consigliere in merito all’acquisto di un modulo abitativo per Amatrice. Impegno lasciato morire, dai veri detentori del potere, come iniziativa persasi in una storia senza fine, inghiottita dai “meandri” di uffici che rispondono soltanto a consiglieri ed assessori “che contano”. Allo stesso modo, tutti ricordano, la sua ferma posizione in merito alla riorganizzazione degli uffici e dei servizi del comune di Sora. Promotore di un criterio oggettivo, basato sui principi della rotazione e dell’anticorruzione, Farina è stato immediatamente zittito e messo all’angolo a fronte di dipendenti che proprio non si dovevano spostare (da vent’anni a questa parte!) e di altri che dovevano essere “spazzati via” secondo logiche punitive. In quel caso, con coerenza e decisione, a fronte della sua non condivisione della linea scelta dal sindaco e dalla maggioranza, si tirò fuori e rimise la delega al personale nelle mani di De Donatis, come messaggio chiaro della non approvazione dell’operato del primo cittadino. Ricordiamo, ancora, la sua non condivisione nei confronti del regolamento degli impianti sportivi e della modifica effettuata al regolamento della Polizia Locale. Cosi come la sua vicinanza alla problematica dell’adeguamento del palazzetto Polsinelli che sembra, invece, non interessare minimamente la maggioranza, completamente incurante della perdita di una grandissima realtà sorana. Ricordiamo ancora la totale assenza di supporto fornito al consigliere dal sindaco e da tutta la maggioranza (presidente del consiglio in primis!) in occasione dell’arrivo di un’importante delegazione cinese e la conseguente necessità di Farina di spostare, in extremis, location di accoglienza ed amministrazione ospitante. Per poi concludere, con la forte presa di posizione del consigliere in merito allo svolgimento del concerto di Renzo Arbore sul campo di erba sintetica, che lo ha portato ad inoltrare un esposto alle autorità competenti. Questi i fatti più eclatanti ed ufficiali che molto probabilmente sono alla base di tale decisione. Si dice che ce ne siano anche altri, sempre molto seri, ma ufficiosi, che al momento restano solo voci di corridoio. Sicuramente con questo gesto Farina ha mostrato coerenza, decisione e determinazione politica. Non aveva altro modo di protestare se non riconsegnare le deleghe ed iniziare un percorso nuovo, magari più complesso, ma senza dubbio più rispettoso nel confronti degli elettori e della democrazia. Appare strano ai più, come una decisione del genere non venga ancora presa anche da altri protagonisti della maggioranza di De Donatis che per carattere, dignità politica e coerenza di pensiero non appartengono proprio al modo di fare e di operare dei “gruppi che contano” in questa maggioranza. Mischiarsi con “il nulla politico”, che ha messo Sora in ginocchio in soli quattordici mesi, non pagherà sicuramente, causando confusione nella gente che, alla fine dei conti, se non sarà fatta chiarezza per permettere il discernimento, farà “di tutta l’erba un fascio”. Alessandro Andrelli
