Acqua col contagocce, cittadini esasperati. Ormai da alcune settimane dai rubinetti non esce quasi più niente, in particolare nelle frazioni la Forìa, il Peschio, persino il borgo del Castello (dove non manca mai) e in numerose abitazioni, per non parlare di esercizi pubblici, dal centro storico alla periferia. Nulla di eclatante: ormai ci si è abituati ai disservizi propinati da Acea Ato 5.
Per lavarsi, in tanti devono ricorrere a catini e bottiglie di plastica, approfittando del momento in cui c’è un filo d’acqua. Problemi anche per quanti possiedono un’autoclave, che spesso non riesce a ricaricarsi. E con le temperature tropicali che incalzano, l’emergenza idrica diventa ancora più insostenibile. I turisti abituali, tra i quali i tanti romani originari di Alvito, tardano a tornare per le vacanze di agosto ed altri hanno già fatto rientro in città proprio a causa di tale disservizio. “Un conto è razionare l’acqua – commenta un cittadino infuriato – ma addirittura non averla in casa per quasi l’intera giornata è davvero impensabile. La mattina esco per andare al lavoro e spesso, quando torno a casa non riesco neppure a farmi una doccia veloce. Così, l’altro giorno sono ricorso ad una soluzione alternativa: sono andato in una piscina pubblica per trovare refrigerio dal caldo e per essere certo di potermi fare una doccia. E intanto io pago!” Il malcontento cresce a vista d’occhio e il caldo non aiuta affatto. (foto di repertorio) Caterina Paglia
