Cassino – Ragazzo muore, raccolgono 5000 euro e non li consegnano ai genitori

Alessandro Andrelli
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Raccolgono quasi 5000 mila euro da donare alla famiglia di un giovane morto prematuramente e poi li fanno sparire. La politica dovrebbe tutelare i deboli. Usiamo il condizionale perché dopo aver letto la storia che stiamo per raccontarvi, anche voi lettori ed amici di Tg24.info, sentirete quel senso di abbandono e di nausea che abbiamo provato noi.

Tutto ha inizio lo scorso anno quando, durante la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale a Cassino, un giovanissimo candidato, il bello, buono e bravo Antonio Baggi, viene stroncato da un infarto. Antonio è in vacanza in Olanda con la fidanzata. Un week end breve per staccare dalle fatiche di una campagna elettorale spietata e scorretta. Antonio muore, figlio unico di mamma Assunta e papà Roberto. Gente semplice, umile, perbene che viene travolta da un dolore senza fine. Alla tragedia immensa si aggiunge un’altra tragedia: la difficoltà economica per i familiari di Antonio di affrontare il costo del rimpatrio della salma in Italia, dei funerali e dell’acquisto di un loculo. Scatta una solidarietà senza fine. I vicini di casa, gli amici di Antonio e i ragazzi degli ‘Guardiani della strada’ riescono a racimolare una somma che però non è sufficiente a coprire tutto. E qui entra in ballo la parte politica. La faccia di bronzo di un qualcuno che cerca di ricavare da un gesto apparentemente nobile, voti e consensi. La squadra a sostegno del candidato a sindaco, leader di Antonio, riesce a raccogliere oltre 4.500 euro. Una cifra che avrebbe risolto gran parte dei problemi di Assunta e Roberto. Continuiamo ad usare il condizionale perché, come accade nei film di basso spessore, quel soldi ai genitori di Antonio non sono mai stati consegnati. Dapprima è stato detto loro che qualcuno li aveva rubati. Poi improvvisamente erano stati restituiti a chi li aveva in consegna e poi… ecco poi sono finiti nelle tasche di chissà chi e chissà dove. “Abbiamo deciso di rompere il silenzio – ci raccontano mamma Assunta e papà Roberto – perché non possiamo lasciar credere a chi conosce noi e conosceva Antonio che la cappella ed i funerali sono stati pagati dalla politica. La politica ci ha umiliato, offeso. La politica ha sfruttato la morte del nostro ragazzo per avere qualche voto i più. Dobbiamo dire grazie solo ai nostri vicini, a chi vive nei palazzi adiacenti, agli amici di Antonio ed agli ‘Angeli della Notte’. Tutti gli altri dovrebbero solo vergognarsi”. Per poter pagare il tutto papà Roberto ha chiesto ed ottenuto un mutuo. “Oggi quei soldi non li vogliamo più – concludono i signori Baggi – e ci auguriamo che qualcuno prenda provvedimenti. La nostra città ha bisogno di gente onesta e non di truffatori”. @nicoletti
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