Il Comune di Alatri è uno dei pochi ad avere un disciplinare per la gestione e la valorizzazione del verde pubblico e del patrimonio arboreo, approvato tra il 1999 e il 2000 in collaborazione con il Collegio Degli Agrotecnici e Agrotecnici Laureati di Frosinone. Nonostante questo, però, continuano gli interventi “discutibili” sul verde pubblico. L’esperto: “Qualcosa sta cambiando ma non basta”

A segnalare questo problema è il prof. Francesco Coccia, agrotecnico e insegnante presso l’IIS Angeloni di Frosinone, sezione Agraria e presidente dell’Associazione Ambientalista Terra e Libertà che si scaglia contro la cosiddetta “capitozzatura”, una pratica che definisce
<< … vera forma di violenza nei confronti dell’albero>>.
In effetti quella praticata ad Alatri come in moltissime altre città italiane non all’avanguardia, è una tecnica molto aggressiva che determina un taglio indiscriminato del fusto e soprattutto l’eliminazione della “chioma dell’albero”. Il prof. Coccia, infatti, sottolinea da esperto che questa forma di potatura radicale, <<
oltre a creare dei danni irreversibili sulla struttura e sulla staticità dell’albero, con l’eliminazione completa della chioma o quasi completa, può ripercuotersi anche sul microclima di una città e sull’ambiente. Infatti se viene asportata una quantità consistente di chioma di un albero, diminuiscono drasticamente le sue attività biochimiche, quali assorbimento e rilascio di gas: non ha più la capacita di mitigare il clima e di filtrare molte sostanze chimiche tossiche nocive all’uomo>>. Fin quando si tratta di un singolo albero il problema relativo al condizionamento climatico è limitato, ma se si capitozzano insiemi di alberi presenti in viali, parchi o giardini, l’impatto che si ha sull’ambiente, microclima e sulla riduzione del particolato prodotto dalle auto, può diventare notevole e Alatri, come l’intera provincia di Frosinone, conosce bene questo problema.

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Diversi studi hanno dimostrato– dichiara Francesco Coccia-
che nell’aria di pertinenza di un albero di alto fusto, il particolato può diminuire più del 7%. L’Acropoli di Alatri ha circa 300 alberi, tra tigli, platani, cedri, aceri, lecci, nel centro storico fino ad arrivare alla vecchia stazione di Alatri, Bitta e Colleprata c’è ne sono circa 500. Ogni albero può mediamente traspirare circa 60 litri di acqua al giorno, che moltiplicato per circa 800 alberi sono circa 48.000 litri di acqua traspirata ogni giorno, se gli alberi avessero a disposizione una chioma naturale, non distrutta dalle capitozzature. Quest’acqua immessa nell’atmosfera attraverso il meccanismo della traspirazione fogliare, condiziona il microclima della città. E Civita, che ha un patrimonio arboree di circa 300 alberi, durante il periodo delle giornate afose estive è più fresco, è un luogo più vivibile, l’aria è più ricca di ossigeno, perché gli alberi attualmente non sono capitozzati. Ma se gli alberi di Civita fossero capitozzati, come è successo negli anni passati, alle alberature del centro storico e delle alberature stradali del comune di Alatri, e della stessa Civita, l’Acropoli sarebbe cosi vivibile? Si può stimare, che un parco come Civita possa fornire attraverso la fotosintesi una quantità di ossigeno (O2) necessaria per far sopravvive 18 uomini>>. La capitozzatura oltre ad essere dannosa per l’albero, è dannosa anche per il clima ed è costosa, perché oltre all’intervento in sé, se l’albero sopravvive, richiederà entro pochissimi anni di essere nuovamente potato; in caso di vento e neve la rottura di rami più o meno grossi sarà maggiore e sarà quindi necessario intervenire per rimuoverli. Se l’albero muore, dovrà essere rimosso insomma, una manutenzione continua che aggrava i conti pubblici e non giova a nessuno.

Ad Alatri, secondo quanto dichiara l’agrotecnico,
l’80% del patrimonio arboreo cittadino è stato capitozzato più volte e seriamente compromesso da potature selvagge, per questo l’auspicio del professor Coccia è che si arrivi ad un salto di qualità già dal punto di vista culturale. Gli alberi, i parchi e i giardini in una città, infatti, sono il biglietto da visita per un turista, <<
una città che non ama gli alberi e li cura in modo non adeguato non avrà mai un riscontro positivo da parte del visitatore. In questi mesi collaborando con l’amministrazione attuale qualche passettino in avanti è stato fatto e un po’ di luce all’orizzonte si vede. Ma il forte ritardo, la scarsa sensibilità e l’estrema lentezza in questo settore, difficilmente si potrà sanare in brevissimo tempo soprattutto senza un brusco cambio di rotta>>.
Andrea Tagliaferri