Il Vescovo della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, Ambrogio Spreafico, ha rettificato ad alcune sue dichiarazioni sulla Marangoni pubblicate nei giorni scorsi dal Corriere della Sera.
Il CorSera il giorno 22 aprile aveva accolto in un articolo le dichiarazioni del Vescovo di Frosinone che sul tema agromafie ed ecomafie, fra l’altro, “accusava” la Marangoni di aver bruciato nel proprio Termovalorizzatore di Anagni il triplo di quanto autorizzato emanando fumi pericolosi e nocivi accusando anche le Istituzioni che non avrebbero controllato. In data 1 maggio Mons. Spreafico ha rilasciato ed il CorSera ha pubblicato la smentita. La dirigenza Marangoni specifica che “le Istituzioni locali e regionali hanno effettuato in circa 16 mesi di attività ben 62 visite di polizia giudiziaria senza aver trovato nessuna anomalia”. Le dichiarazioni di Mons. Ambrogio Spreafico “In merito all’art (Corsera 22 aprile) sulla conduzione del termovalorizzatore della Marangoni di Anagni, in seguito a puntuale verifica dei dati reali, mi preme correggere le frasi riportate virgolettate ed attribuitemi, che io stesso ho comunque assunto da pubblicazioni. Nei vari controlli eseguiti dagli enti preposti non sono emerse irregolarità, né di tipo amministrativo né di tipo ambientale. Dalle informazioni giuntemi risulta che l’impianto di Anagni ha un sistema di controllo continuo delle emissioni, con valori registrati e controllati in tempo reale, nonché inviati regolarmente agli enti preposti per essere verificati in qualsiasi momento. In aggiunta a questo, quadrimestralmente, viene fatta una campagna di misura con laboratorio esterno certificato, e i dati vengono inviati ad Arpa, Provincia e Comune di Anagni. Ogni anno, inoltre, viene fatta una campagna di calibrazione dei sistemi di misura dell’impianto, anche questa eseguita con laboratorio certificato. Finora non sono mai emersi superamenti dei limiti di emissione”. Jackal
