Alvito – Rivelazioni sull’autore del libro ‘Descrittone del Ducato di Alvito’ in un convegno

Caterina Paglia
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Una vera e propria indagine libraria svela il mistero sul fantomatico autore del libro “Descrittione del Ducato di Alvito”. A portarla avanti, attraverso ricerche minuziose, è stato il saggista Lorenzo Arnone Sipari, a distanza di oltre 380 anni dalla prima edizione.

Una scoperta di grande rilevanza che ha portato anche alla ricostruzione della storia del vero autore dell’opera. A tal riguardo, domani, domenica 23 aprile, si svolgerà l’interessante Convegno dal titolo “La Descrizione” del Ducato di Alvito e il suo autore. L’appuntamento è per le 17:30 all’interno del Teatro Comunale e rientra nelle manifestazioni culturali organizzate dal Centro Documentazione e Studi Cassinati-Onlus, con il patrocinio della città di Alvito. Dopo i saluti del sindaco Duilio Martini, si alterneranno come relatori Gaetano de Angelis-Curtis (ph.d. dell’Università di Cassino e presidente del C.D.S.C. Onlus) e dello stesso Lorenzo Arnone Sipari, saggista storico del luogo. Moderatore della serata sarà Dionisio Paglia. “L’occasione – spiegano gli organizzatori – è fornita dalla presentazione del primo numero dell’anno della rivista trimestrale ‘Studi Cassinati’, che esce ininterrottamente dal 2001. In questo speciale numero è compreso, fra gli altri, un contributo di Arnone Sipari che ricostruisce appunto, in maniera storica e filologica, la tradizione formatasi sia sulla ‘Descrittione del Ducato di Alvito’, libro uscito nel 1633 e in seguito più volte ristampato, sia sul suo autore, finora conosciuto con il nome ‘Giovan Paolo Mattia Castrucci’. L’opera è d’interesse per una serie di ragioni: è stato il primo testo stampato sul Ducato di Alvito che comprende buona parte dei centri della odierna Valle di Comino e che fu Feudo della famiglia Gallio di Como; è stata per secoli la fonte storiografica principale dello stesso territorio; presenta camuffamenti letterari e varianti importanti, specie fra la prima e la seconda edizione; testimonia il controllo editoriale dei feudatari che, nel corso del’600, si affiancò all’imprimatur ecclesiastico. In più e soprattutto, quello che si credeva essere fino ad oggi il suo autore, in realtà non è mai esistito con il cognome che apparve sul libro. Si trattava invece, di un medico alvitano vissuto tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600 che apparteneva alla famiglia Mattia, possidenti e suffeudatari dei Gallio. Durante il convegno verranno proiettati alcuni documenti inediti, unitamente al ritratto creato dalla tradizione ottocentesca (1853) dell’inesistente ‘Giovan Paolo Mattia Castrucci”. Caterina Paglia
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