La Valle di Comino abbraccia all’unisono un compatto “No” agli impianti a biomassa. A confermarlo è stato ieri mattina, venerdì 31 marzo, il voto all’unanimità contro l’installazione, realizzazione e messa in esercizio sul proprio territorio di impianti a biomasse.
Questo è l’esito del Consiglio Comunale di Atina alla delibera proposta dal sindaco Silvio Mancini. “Credo fermamente che il principale compito di un primo cittadino e della sua Amministrazione – sottolinea Mancini in una nota – sia quello di tutelare gli interessi generali della collettività, anche attraverso verifiche e controlli necessari a garantire la serenità e il benessere della popolazione. La vicenda delle biomasse ha destato preoccupazione all’intera cittadinanza, soprattutto in merito ai possibili danni ambientali e sulla salute pubblica, tanto che la stessa apprensione non poteva, da parte mia, essere presa in considerazione. Quindi, ho ritenuto giusto, senza entrare nella più specifica e ampia tematica delle energie rinnovabili, settore di cui peraltro mi occupo da diversi anni con significative ricadute positive sul territorio valligiano, anche in termini di riduzione di emissioni di CO2, di sottoporre all’attenzione del Consiglio l’assunzione di un indirizzo politico-amministrativo ben preciso e già impresso nel nostro Statuto comunale. Parliamo della netta contrarietà dell’Amministrazione all’installazione di tali impianti, tenendo fede al mio compito di Amministratore della Cosa Pubblica”. Dunque, dopo i “No” di tutti i Comuni della Valle di Comino, anche Atina rifiuta le centrali a biomasse. E oggi si parla di creare invece, un Biodistretto. Se ne parlerà sabato 8 aprile a San Donato, a partire dalle 15:30. Caterina Paglia
