Alvito – Riunione sulle biomasse, grande affluenza: lunedì consiglio straordinario

Francesca Merolle
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 Occorreva uno stadio per contenere la massiccia affluenza che lunedì sera si è presentata ad Alvito, presso il ristorante Agria, per dire “No” ai due impianti a biomasse che verranno installati tra le località di molito e Fontana Vitola.

Ognuno ha avuto la possibilità di dire la sua, dagli amministratori, ai rappresentanti di associazioni, fino ai singoli cittadini. Tutti di fronte al sindaco Duilio Martini e al moderatore della serata Dionisio Paglia. L’esito? Una compattezza da parte dell’intera Valle di Comino che ha partecipato all’evento, in particolare San Donato, Atina, Gallinaro e Villa Latina. Dunque, un netto “No” alle biomasse, manifestato con numerosi interventi e giustificato anche da alcuni esperti.
E alla domanda rivolta al sindaco Martini: “quale posizione intende prendere riguardo alla creazione di due centrali a poca distanza l’una dall’altra?”. Dal suo canto il primo cittadino ha risposto che “il progetto è stato portato avanti da un imprenditore di Atina, proprietario dei due terreni su cui andrebbero installati gli impianti. E noi non possiamo farci nulla. Ciò che posso fare al momento- spiega Martini – è adottare immediatamente gli atti allo Sportello delle Attività Produttive e invitare la cittadinanza ad una raccolta di firme che avverrà nei prossimi giorni presso la sede municipale, il supermercato di Santa Maria, la pasticceria Macioce, il bar Alice, l’Antica Edicola Paglia, e domenica prossima nella piazza centrale di San Donato”. Oltre alla petizione, lunedì pomeriggio si terrà una seduta civica straordinaria presso la sala consiliare, aperta all’intera cittadinanza che potrà votare “sì” o “no” sugli impianti a biomasse. Ma a spiegare nei minimi dettagli i pro e i contro di eventuali centrali a biomasse è stato un semplice cittadino di Alvito.
“La biomassa non è assolutamente nociva – ha sottolineato Michele Viglietta, dirigente dell’Asd CorriAlvito – ma è necessario mirare la postazione. Qui ad Alvito non sarebbe ideale, soprattutto per due centrali. In Trentino Alto Adige e in Svizzera tali impianti funzionano perché vi sono ettari ed ettari di bosco e sottobosco. Da noi non esistono”.
Poi, da altri comuni cittadini è partita la proposta di una semplicissima scappatoia per evitare gli impianti, ovvero l’attuazione di modifiche mirate al Piano Regolatore. In sostanza è ancora tutto da riargomentare  con la giusta consapevolezza, ma una cosa è certa; l’Unione dei Comuni della Valle di Comino si batterà per il “No”, così come la maggior parte della popolazione alvitana.
Caterina Paglia
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