Maria Novella De Luca, fotografa e fotoreporter nata ad Alatri, classe 1977, vive e lavora a Roma e nel mondo.
“Sono una donna e sono una viaggiatrice. Viaggiare per me, oltre ad essere un piacere mosso da grande curiosità per la vita e le persone, rappresenta anche un volto della libertà. Quella libertà per cui per secoli molte donne si sono battute, quella libertà che molte di loro hanno perseguito per tutta la vita, quella libertà, soprattutto interiore che ha permesso di cambiare, negli anni, la situazione di molte donne, di migliorarla, di emanciparla.
E da viaggiatrice penso alle donne incontrate in tutti i miei viaggi, vicini o lontani, in Italia o all’estero. E penso subito ad una grande ricchezza, di sorrisi, di energie, di lotte, di amore, di coraggio e dolcezza. Tutto questo sono le donne, le donne italiane, le donne curde, le donne zapatiste, le donne africane, le siriane e le libanesi, le turche e le arabe
Sono un misto di forza e delicatezza, di pianto e sorriso, di canto e silenzi, ma soprattutto di resistenza e libertà.
L’ho visto nelle donne salvate dal mare, a largo della Libia, che viaggiavano sole con due o tre bambini piccoli; l’ho visto nelle donne zapatiste del Chiapas, col volto coperto dal passamontagna ma i piedi liberi da calze o calzini, infilati in sandali di gomma in pieno inverno a camminare nel fango.
L’ho visto nelle donne guatemalteche a seguito dei mariti, in cima a villaggi sperduti, isolati dal mondo intero, a raccogliere caffè con neonati sulle spalle.
L’ho visto nelle donne curde col nemico alle porte, cacciate dalle loro città, mentre prendono il chai (the) nelle tende dei campi che le accoglievano per interminabili mesi.
L’ho visto e lo vedo nelle donne che vivo ogni giorno, nelle mie amiche, nelle colleghe, in quelle di cui sento o leggo atroci fatti di cronaca o in quelle che hanno raggiunto grandi successi.
I grandi successi che le donne hanno ottenuto negli ultimi trent’anni ( ne ho quasi 40 e quindi parlo di quelli che posso ricordare :-)) sono state delle vere e proprie affermazioni di libertà, di indipendenza, di voglia di espressione.
E penso alla canzone di Gaber che dice: la libertà non è stare sopra a un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione…mi sembra un inno affettuoso e in linea con la mia idea di libertà e con quello che ho visto nei volti delle donne incontrate nei miei viaggi.
Libertà vuol dire esserci ma soprattutto decidere.
Per molte donne ancora non è così, questa libertà non ha ancora il permesso di volare, per molte donne è ancora molto difficile anche solo pensare di poter decidere. Lo so.
Viaggiare per me vuol dire anche questo, riconoscere che molta strada è ancora da percorrere, che molte lotte sono solo all’inizio o continuano da anni con piccoli risultati.
Ma so che nonostante le ancora tantissime discriminazioni, nonostante le violenze che riempiono pagine di giornali, le donne sono molto forti e col sorriso continueranno a perseguire la loro indipendenza, le loro lotte che le vedranno madri, lavoratrici, nonne, mogli, amiche, confidenti, amanti, viaggiatrici, indipendenti, forti e deboli ma sempre pronte a rialzarsi, a mettersi da parte per un figlio, a piangere di nascosto a sorridere anche quando vorrebbero piangere e gridare”.
Andrea Tagliaferri
