Che cosa è per lei, oggi, essere donna?
Ecco cosa ci ha detto la Consigliera Regionale del Lazio, Daniela Bianchi, vice presidente della commissione pari opportunità, cultura, turismo e politiche giovanili: <<Come ogni anno è l’8 e al netto di tutta la volontà di cambiarle veramente le cose, quello che resta è solo un dato di fatto: le cose continuano ad accadere solo se gli uomini decidono di farle accadere. E la questione è semplice, sono loro che determinano la maggioranza nei luoghi decisionali e senza un loro ok non si va da nessuna parte. E per una reale parità, in quanto a peso decisionale intendo, riusciremo ad averla forse solo nel 2095. Sono le parole di uno degli ultimi rapporti del World Economic Forum sul «Gender Gap»: Ma il tasto sensibile, a mio avviso, non è solo quello della partecipazione delle donne alla vita economica, anche e ancor di più è la nostra partecipazione alla vita politica. Perché me ne faccio sempre più convinta, se anche le scelte e le decisioni non iniziano ad essere al femminile, continueremo sempre a vivere di concessioni, di uomini più o meno progressisti, per cliché o convinzione, che con le loro decisioni continueranno a determinare il nostro peso decisionale. Io credo davvero che se la politica acquisisse un punto di vista femminile sarebbe un gran passo in avanti …e non solo per una questione di genere, quanto proprio per il modo di approcciare alle cose del mondo e della vita…una su tutte l’autoreferenzialità. Ne è una dimostrazione il continuo parlare di se stessi, di correnti, di conflitti interni, dimenticando quello che accade fuori, nella vita vera …banalmente sapranno quanto costa un litro di latte? Nel mio caso la politica arriva esattamente un anno dopo l’arrivo dei miei due figli. Una proposta che arrivò a ciel sereno perché non era mai stata nel mio orizzonte, nonostante il mio impegno e il mio attivismo. Al momento di decidere sono stata fortemente combattuta perché da una parte c’erano due figli piccoli strappati alla Russia siberiana, dall’altra una sorta di sfida ad assumermi la responsabilità e passare dal luogo della critica a quello della rappresentanza e della decisione. Non è stata una scelta facile. Se oggi ripenso a quel momento ricordo i dubbi la paura e perché no, anche i sensi di colpa. Perché di questo la società ci infarcisce, di sensi di colpa. Eppure oggi, a distanza di quattro anni, sostengo convintamente che è importante esserci in questi luoghi. Perché la testimonianza dell’impegno aiuta le altre donne a scardinare i luoghi comuni, a riequilibrare i rapporti di potere…e qui non lo uso come sostantivo ma come verbo…Potere essere una donna che sceglie, in qualsiasi ambito e innanzi tutto…senza temere la ritorsione di un uomo che non accetti quella scelta. E soprattutto ho imparato che l’impegno in prima persona significa poter garantire alle donne quel diritto alla scelta favorendo politiche che riequilibrino la gestione dei tempi, dei sentimenti, della vita. E’ possibile cambiare tutto questo? Ci stiamo provando. In Regione in questi anni abbiamo investito molte risorse per sostenere non solo l’imprenditoria femminile, ma anche il work-life-balance, cioè il rispetto dei tempi vita-lavoro delle donne. Stiamo aiutando le imprese ad adottare modelli di lavoro flessibili e allo stesso tempo dato la possibilità alle mamme con figli minori di essere assunte con il contratto di ricollocazione. La strada è ancora lunga, ma sono certa che in questa battaglia per dare alle donne la possibilità di essere mamme e lavoratici abbiamo il sostegno di tanti uomini>>. IM
