#8MARZO – Emancipazione e partecipazione, Maria Spilabotte: “C’è ancora molto da fare”

Irene Mizzoni
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Senatrice Maria Spilabotte, che cosa è per lei, oggi, essere donna?

<<Oggi senza dubbio va meglio di ieri – ha detto la senatrice – Mi ricordo quando ero bambina e vedevo mio fratello maggiore, io desideravo essere uomo. Si vivevano una serie di stereotipi, vedevo la massima autonomia, libertà di azione e comportamento da parte degli uomini. Poi crescendo, in un contesto di conquiste delle donne, fatte in un percorso difficile, tutto è migliorato ma restano pregiudizi e stereotipi. Ci sono elementi che limitano la libertà. C’è ancora molto da fare. Guardano alla mia esperienza politica le donne hanno un senso di politica e un senso del dovere civico molto forte. Bisogna promuovere la presenza delle donne in politica. Sono più riflessive, diplomatiche. Però le donne ancora subiscono molto. Bisogna lavorare sui servizi sociali. Le donne che nel tempo hanno gestito la cosa pubblica lo hanno fatto in modo egregio, più pragmatico. Le donne non pensano alla conquista di una posizione di potere. Le donne sono una leva importante per la ripresa del nostro Paese. Auspico più presenza nelle istituzioni. E’ notizia di oggi (ieri per chi legge, ndr) che un registra di porno ha realizzato una pellicola richiamando “La Ciociara”. Sulla questione interverrò chiedendo la censura. Ho predisposto un intervento urgente nell’aula del Senato – ha sottolineato la senatrice – La riproposizione del film in chiave porno di quei momenti terribili passati alla storia come le “marocchinate” è un’offesa verso il nostro territorio e verso tutte le donne. Come si fa a pensare di poter ironizzare e non aver rispetto del dolore di tutta quella gente che ha subito quegli atroci episodi o alle tante donne che sono state vittime di abusi sessuali e di stupro durante la guerra, a tutte quelle donne che ancora subiscono tale infamia, a coloro che ancora ne portano i segni, gli effetti dello stupro in periodi di guerra e non: conseguenze fisiche (rischio di sterilità, di incontinenza e di malattie sessualmente trasmissibili) e psicologiche difficilmente superabili. Tutto questo avviene tra l’altro proprio a ridosso della festa della donna, bel modo di avere rispetto! Vedere la riproposizione del drammatico film “La Ciociara” in salsa porno è un’offesa troppo grande. Quella delle marocchinate è una ferita che rimarrà aperta per sempre, non solo per le popolazioni del Basso Lazio e proprio per questo andrebbe rispettata, visto il forte dolore che ha prodotto. E’ come proporre film porno sulla Shoah o sulle Foibe: certe pagine della storia devono essere trattate con il rispetto che meritano. Chiederò al Presidente del Consiglio e al Governo di attivarsi per sospendere la diffusione del film e farlo ritirare dal mercato>>. Irene Mizzoni
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