Modella, conduttrice, attrice, moglie ma soprattutto una mamma dolcissima. E’ Valeria Altobelli, sorana doc, che, insieme a molti nomi illustri, ha voluto esprimere il suo pensiero in occasione dell’8 marzo, in cui ricorre la Giornata Internazionale della Donna. Una ragazza solare ed intelligente che è riuscita ad entrare nel cuore degli italiani con il programma di Canale 5 Forum e che da poco ha iniziato la sua avventura in Rai, nel programma dedicato alla moda Top – tutto quanto fa tendenza. Valeria è una donna di successo che è sempre rimasta legata a Sora, dove è nata il 13 Luglio 1984 e dove tutt’ora vive con il marito Simone Venier, campione olimpico di canottaggio, e Gioele, splendido bimbo nato dal loro amore. A Valeria abbiamo chiesto “Cosa significa essere donna oggi, nel 2017, nel lavoro, nella vita, nelle passioni?” Ecco cosa ci ha raccontato.
“Essere donna è difficile. Fino a qualche anno fa credevo di non essere mai debole, di dominare sempre tutto, nello studio, nel lavoro e nelle relazioni sentimentali. Quando sono diventata mamma ho capito che alcune cose sono inconciliabili. Soprattutto quando si ha un figlio maschio, la mamma diventa il centro ed è tenuta a dare al bambino tutte le attenzioni tanto che il lavoro diventa quasi un senso di colpa. Parlando con altre mie amiche mamme, ho capito che dovevo essere più serena. Io lavoro più di un uomo, studio molto ed allo stesso tempo vorrei essere una mamma dolce e comprensiva. Cerco di trasmettere a mio figlio i valori che solo una mamma può dare. Per quanto riguarda la parità di genere, sono convinta che non esista. Per molto tempo ho cercato di imporre la mia intelligenza anche dove non era accettata. In alcuni ambiti lavorativi, è difficile dimostrare di essere una persona intelligente perché ciò che viene chiesto è solo l’aspetto fisico. Sono arrivata, quindi, ad un punto in cui ho cercato di trascurarmi, di imbruttirmi e di ingrassare proprio per far capire che oltre l’apparenza c’era altro. Un giorno, poi, una donna più grande di me, che stimo moltissimo, mi ha detto una cosa che io ho trasformato in un grande insegnamento di vita “le persone vedranno in te solo quello che vogliono vedere”. Questa per me è stata una svolta. E’ cambiato il mio modo di essere. Le mie angosce, le mie paure, quel senso di non essere mai abbastanza hanno lasciato spazio alla consapevolezza. Oggi non mi sento più in dovere di dimostrare le cose. Crescendo ho imparato a capire le persone con poco e sono convinta che anche agli altri basta poco per capire chi sono io, perché le cose arrivano naturalmente. Con diverse amiche ho fondato l’Associazione Mission Onlus, presente in 160 nazioni, contro le discriminazioni di genere che riguardano, quindi, sia l’uomo che la donna. Si, perché a volte sono gli uomini ad essere discriminati. Si deve prendere esempio da una sentenza della Cassazione con cui si permise ad un uomo di allattare. Ci deve essere vera parità anche se siamo diversi, ma la diversità deve essere un punto di forza. Oggi le donne, purtroppo, non fanno carriera, la maggior parte dei manager e dei politici sono uomini. Le opportunità, invece, dovrebbero essere date a tutti, alle donne nel lavoro ed agli uomini nella famiglia. L’Associazione Mission Onlus pone al centro l’essere genitori, al di là del sesso, ed i bambini. L’Associazione lavora affinché i più piccoli abbiano tutti le stesse opportunità, gli stessi diritti che devono essere trasformati in doveri. Il mio pensiero per questo giorno che pone l’attenzione sulla donna, è di una parità in tutti i campi. Parità che evita anche la discriminazione degli uomini che ormai sono abituati anche a svolgere i “lavori di casa”. Per un uomo cambiare i pannolini dei propri figli e fare la spesa non deve più essere un tabù. Stesse opportunità, stessi diritti e stessi doveri!” Marta Ferrari
