(di Alessandro Andrelli) Lo scorso anno alcuni amici di Bologna che decisero di visitare i centri più belli della provincia di Frosinone vedendo Sora la definirono una bomboniera. “Sembra una piccola Ferrara!” dissero, mentre passeggiavano tra i ponti pieni di fiori e lungoliri Mazzini rimesso a nuovo con marciapiedi, alberi e splendide panchine. Oggi di tutto quello non è rimasto più niente.

“Sora è piena soltanto di
immondizia!”. Questo il commento che, ieri mattina, un cittadino sorano faceva ad un suo amico in un bar del centro mentre beveva un caffè. Parlavano anche del fatto che i residenti di Largo San Lorenzo avevano pulito da soli tutta la piazza, schifati da tanta indecenza. Aggiungevano, poi, che Sora è sporca ovunque. Trasandata. Abbandonata a se stessa. Una città che si stenta a riconoscere.
Basta fare un
giro veloce per rendersi conto che il decoro urbano non esiste più. Punti luce spenti, buche ovunque, alberi secchi, fiori inesistenti, siringhe usate buttate a terra, panni vecchi accatastati ai piedi dei cassonetti, centinaia di bottiglie vuote ed abbandonate, buste di immondizia lasciate nei posti più impensati.
Il decoro urbano non è certo una priorità per l’amministrazione De Donatis! La città è lasciata allo sbando (e non solo in merito al decoro!), tanto da apparire irriconoscibile.
Tra le vie del centro i
topi passeggiano indisturbati mentre
piazza Mayer Ross sembra quasi diventata una strada del ghetto americano degli anni ’80. La stazione e
via XX Settembre sono abbandonate a loro stesse, mentre nessuno sa più neanche che a Sora esistono le fontane, ormai solo stracolme di rifiuti di ogni genere. Non parliamo poi delle zone meno centrali o delle periferie, punto di forza della campagna elettorale dell’amministrazione De Donatis. Oggi appaiono come vere e proprie discariche, con rifiuti abbandonati ovunque. Tutti si chiedono cosa stia facendo il consigliere delegato Lino
Caschera, così come nessuno riesce più a giustificare l’inerzia e la discutibile opera politica dell’assessore all’ambiente
Baratta.

In una città che cade a pezzi, c’è però un
acquario che risplende, con un restyling innovativo e curato, con colori ed aiuole fiorite. Strano non averci visto lavorare nessuno con colori e pennellessa. Strano, invece, averci visto lavorare una ditta tanto attaccata e bistrattata da alcuni componenti dell’attuale maggioranza.
Strano vedere un
dehors (spazio all’aperto adibito a bar!) nato come provvisorio divenire sempre più definitivo. Strano vedere macchine perennemente parcheggiate in divieto di sosta senza che nessuno intervenga. La gente si chiede… perché il “nuovo comandante” (come viene definito da alcuni esponenti della maggioranza) della polizia locale, tanto osannato dal sindaco De Donatis , non risolve il problema?
Infinite le chiacchiere, i proclami, le conferenze e gli incontri politici. Fatti zero!
La
verità è che Sora è a pezzi e continua terribilmente a soffrire. e che ancora una volta siamo costretti a lamentare una situazione sempre più carente, precaria e ai limiti dell’assurdo.
Alessandro Andrelli