(di Caterina Paglia) Orsi albanesi nell’area faunistica, scoppia la polemica da parte dell’associazione italiana Wilderness che punta sull’inquinamento genetico della popolazione originaria.
In effetti, l’area che ospita da anni gli orsi Gill e Abele e che lo scorso sabato ha accolto Sonia, Piero e Leone, provenienti dall’Albania, risulterebbe intitolata all’orso bruno marsicano, di cui non vi è traccia. Al momento, il gesto di accoglienza dei tre plantigradi vede un agguerrito Franco Zunino, Segretario Generale dell’Associazione italiana Wilderness. ” Quando si innesca un processo – scrive Zunino in una nota – non si sa mai dove si andrà a finire. Qualcuno forse ricorda la nostra opposizione alla ‘fossa degli orsi’ che il Parco nazionale propose e fece realizzare nella splendida, geologicamente parlando (prima), la Dolina di Campoli. Comprensibile è stato l’assenso del Comune e la condivisione dei cittadini di Campoli , paese più noto per i tartufi che per il fatto di trovarsi ai piedi del Parco e, tanto meno, per la sua fossa degli orsi, promossa dall’Ente Parco. Purtroppo a Campoli Appennino gli orsi bruni marsicani ci bazzicano veramente per andare a saccheggiare frutteti e scontrarsi con animali domestici nelle poche case agricole del circondario. A suo tempo (settembre 2010), avvisammo del rischio di un possibile accoppiamento tra due orsi di origini geografiche differenti e fortunatamente la cosa non avvenne. Sebbene non crediamo che la convenzione Cites, sottoscritta dal Governo italiano, si impegni a provvedere alla sterilizzazione di qualsiasi esemplare non autoctono, che sia importato in Italia, in questo caso andrebbe decisamente fatta, visto che è a serio rischio la purezza genetica del mite e modesto orso bruno marsicano”. L’appello di Franco Zunino avrebbe un precedente: orsi del Trentino Alto Adige fatti accoppiare con esemplari sloveni e poi divenuti particolarmente aggressivi. In sostanza, si invita alla sterilizzazione! Caterina Paglia
