Editoriale – Sora: Riorganizzazione comunale, l’ombra di vendette politiche e favoritismi

Alessandro Andrelli
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 (di Alessandro Andrelli) Sempre più impegnata ad essere “finalmente pronta”, l’amministrazione De Donatis sta davvero dimostrando il meglio di se stessa in ogni campo. Dopo le casette posizionate un anno prima in piazza M. Ross per il Natale 2017, la piattaforma civica (che di fatto era una mera pedana, poi un acquario illuminato ed oggi addirittura un insignificante acquario spento) sembra aver portato anche a conclusione la tanto vociferata e decantata riforma del personale.

Era il lontano 1° luglio 2016 quando la giunta De Donatis, all’unanimità, deliberava una delle assolute priorità del programma di Governo: la riorganizzazione degli uffici e dei servizi del Comune di Sora. Tutto doveva concludersi in 30 giorni. Il Sindaco, dopo alcune burrascose riunioni di maggioranza, dove ha abbandonato il suo ostentato aplomb per adottare toni e linguaggio decisamente fuori dalle righe, non è giunto per mesi a nessun risultato concreto. Cosa è successo? Perché tutto questo ritardo? Cosa ha impedito all’intellighenzia che “governa” la città di Sora, di attuare la rivoluzione copernicana che porterà tanti benefici al territorio? Le varie anime che compongono la squadra di governo hanno provato a tirare l’acqua ciascuno al proprio mulino elettorale.  Non sono mancate le invasioni di campo, le sponsorizzazioni di questo o quell’altro dipendente e le ire dei colleghi di maggioranza. Ma quali sono stati i criteri ispiratori della tanta agognata riorganizzazione? Se le voci che circolano ormai da mesi nei corridoi del palazzo corrispondono alla verità, è stato abbandonato, definitivamente, il metodo della rotazione del personale. Il tutto per lasciare campo libero al vero scopo della riorganizzazione: presunte vendette politiche dirette e trasversali nei confronti di chi non si è allineato in campagna elettorale con lo schieramento De Donatis, di chi è reo esclusivamente di avere un’omonimia con il precedente Sindaco Tersigni, di chi non è andato a supplicare venia nelle stanze del potere. Bene ha fatto il consigliere Farina a rimettere la delega al personale nelle mani di De Donatis. Sembrerebbe che non sia stato considerato il valore professionale e la meritocrazia, ma che abbia avuto peso, solo ed esclusivamente, un sistema clientelare che “lascia in vita” alcuni nomi insospettabili con l’illusione di confondere le acque. La pseudo brillante riorganizzazione sta già disseminando sul campo moltissimi insoddisfatti soprattutto tra i proseliti del Sindaco che tanto agognavano un posto al sole (abbondantemente promesso in campagna elettorale e ovviamente poi non mantenuto). Permane la conferma e la certezza che De Donatis non è nella realtà come vuole sembrare di essere. Numerose voci di palazzo, in merito alla tanto attesa riorganizzazione , affermano che la Giunta avrebbe votato e firmato un atto deliberativo “in bianco”, perché di fatto la delibera al momento dell’approvazione non era stata scritta e constava soltanto di tante caselle vuote. Poi tre o quattro giorni fa, in un summit blindatissimo, costituito soltanto da coloro che detengono il vero potere del Comune, sarebbe stata trovata la quadra, con conseguente fumata bianca. A quel punto sarebbe stato redatto l’atto in se’, centrando l’obiettivo di punire ed espletare vendette, mosse dal solo desiderio di “farla pagare cara” a chi è additato contro. Alla faccia della tanto sbandierata trasparenza della squadra di De Donatis, presentatasi agli occhi del popolo come la novità, l’equità, la pulizia ed il buon governo. Tante domande, nessuna risposta, una sola certezza: Sora continua terribilmente a soffrire! Alessandro Andrelli

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