Alatri – Luciano Bellincampi: “La nostra responsabilità non può essere negata”

Andrea Tagliaferri
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L’interessante ragionamento dell’esponente di “Alatri in Comune” sulle prossime elezioni amministrative.

Metterci la faccia significa esporsi, dichiarare a tutti una promessa che nessuno ha chiesto, sentirti di dare senza necessariamente richiedere o sperare una contropartita; significa in poche parole assumersi di fronte alla pubblica opinione un impegno, o meglio una responsabilità. Metterci la faccia significa, “assumersi una responsabilità”. Questo è il concetto di base del ragionamento che Luciano Bellincampi, già sindaco di Alatri nella sua breve ma profonda parentesi politica negli anni Ottanta, pone ai suoi concittadini in vista delle elezioni di primavera. “Oggigiorno – afferma l’esponente di ‘Alatri in Comune’ – per molti che si candidano ad amministrare un comune (non per tutti) metterci la faccia significa stampare la propria faccia su un manifesto elettorale; spesso però, passata la festa gabbato il santo, quanto promesso passa in secondo ordine e si entra nella routine amministrativa. E, nel caso non si riesca a dare le risposte agli impegni assunti, non si pensa che si possa mantenere la faccia, assumendosi le responsabilità e facendo un passo indietro. Purtroppo da ormai troppo tempo la politica ha perso contatto con le problematiche reali del paese, i partiti interpretano bene solo i loro interessi e la conseguenza naturale di questo andazzo, ormai consolidato, ha fatto perdere “Fiducia” ai cittadini nei confronti della politica, i cittadini, però, devono riflettere, il nostro futuro è nelle mani della politica. Lamentarsi, anche se è giusto, non produce cambiamento, lanciare frasi ad effetto, dire ‘siete tutti uguali, tanto non cambierà mai niente’, “vanno lì solo per rubare”, cari cittadini, concittadini, popolo d’Italia, non aiuta a risolvere i problemi. Ognuno si assuma le proprie responsabilità per il tempo passato, ma è ancora più importante che le assuma per il futuro, perché compito del popolo è vigilare, controllare e cambiare trovando la soluzione giusta. ‘Respons-abilità’, abilità di dare risposte, rispondere all’impegno assunto, questo è il compito di chi riceve una delega; il nostro – il dovere di noi che deleghiamo – è, invece, di pretendere risposte da colui cui è stata affidata una delega, nostro è il dovere di controllare, ma soprattutto nostra è la responsabilità di cambiare. Il non cambiare quando le cose non vanno, accettare di stare sempre nella nostra area di comfort, non volere problemi, non discutere per non correre il rischio di inimicarmi tizio o caio, tutto questo è irresponsabilità bellincampisolo se esercita i suoi diritti, insieme a tutta la comunità, insieme con gli altri: restarsene da soli, non essere uniti ci rende sudditi”. A questo punto Bellincampi scende nello specifico, per essere più chiaro su quanto i cittadini potrebbero e dovrebbero cambiare. “L’imposizione fiscale e il costo dei disservizi, da noi i più alti del mondo, determina una contropartita in benessere uguale a zero, sanità uguale a zero, sicurezza personale uguale a zero, infrastrutture uguale a zero, lavoro meno che zero, e siamo arrivati fino al punto che paghiamo l’acqua. Potrei continuare l’elenco all’infinito e non incontrerei nemmeno un servizio al quale dare un voto di sufficienza. Qualcuno mi può dire perché sopportare questi ripetuti atti di ingiustizia, prepotenza, sopruso? Tutto ciò succede, però, perché c’è chi vota ancora, a livello comunale, regionale, nazionale, per coloro i quali hanno dimostrato incapacità di affrontare i problemi e risolverli? O non è così? La soluzione? Ognuno di noi deve assumersi la sua parte di responsabilità, ogni cittadino deve capire che bisogna ‘Cambiare’, ciascuno scelga come, il quando è già stabilito dai fatti: ORA”. A.T.
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