Sora – L’augurio del vescovo Gerardo: “Siate misericordiosi” (video)

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Un messaggio carico di speranza, di amore, di fiducia con la consapevolezza che ognuno di noi può e deve fare di più. E’ quello che il vescovo Mons. Gerardo Antonazzo ha rivolto alla Diocesi di Sora – Cassino – Aquino e Pontecorvo in occasione dei tradizionali auguri natalizi.

<Può sembrare ripetitivo ma non è banale porgere gli auguri di Natale. E’ un bisogno del cuore per restituire spinta alla speranza – ha detto Mons. Antonazzo -. In un anno è cambiato poco ma è cresciuta la consapevolezza che occorre dover far qualcosa di più>. Il vescovo ha, quindi, ricordato l’impegno della Caritas diocesana impegnata su più fronti, anche e soprattutto nel tentativo di trovare un impiego ai tanti giovani disoccupati. <Dobbiamo costruire un’apertura di speranza concreta>. “Continua a crescere la bella realtà della nuova diocesi.  Riscontro in tutte le comunità una crescente sensibilità ecclesiale , senso di partecipazione attiva, la gioia dimostrata di sentire la presenza del pastore nella persona del Vescovo, il bisogno di parlare con il Vescovo in modo ravvicinato, disteso e disinvolto, senza distante e inibizioni. Il programma pastorale diocesano è intenso: riconosco la collaborazione di tutti, sacerdoti e laici, nel condividere i principi ispiratori e le scelte strategiche per una “Chiesa in uscita” disponibile e capace di parlare all’uomo concreto. Abbiamo portato a termine la Peregrinatio mariana della Madonna di Canneto: evento di natura non solo religiosa, ma anche sociale grazie al coinvolgimento spontaneo di associazioni e istituzioni pubbliche. L’affetto spirituale della gente ha trascinato tutti indistintamente dentro questo vortice devozionale genuino e radicato. È stata un’apoteosi il rientro dell’effigie nel santuario il 26 luglio scorso. In quell’occasione è stato dato l’annuncio dell’elevazione a Basilica del santuario e quindi è iniziato il primo step di lavori di ristrutturazione del santuario con la pitturazione di tutti gli interni. Indimenticabile per me è stata la celebrazione con la Consacrazione del Santuario ed elevazione a Basilica, il 22 agosto, con il Card. Giuseppe Bertello. Tra settembre e novembre è stato avviato il secondo step di lavori di ristrutturazione della Basilica-Santuario attraverso il rifacimento di tutta la pavimentazione interna e la ristrutturazione del presbiterio (altare, ambone e sede). È seguita la ristrutturazione della porta centrale della basilica: in particolare il posizionamento della porta di bronzo raffigurante l’effigie della Madonna di Canneto secondo la riproduzione originaria, cioè senza abiti, seduta in trono con il figlio Gesù sulle ginocchia (trono della Sapienza divina). Si è pure proceduto alla apposizione sulla facciata esterna dello stemma pontificio in pietra. Nel frattempo abbiamo attivato tutte le operazioni di varia natura per incrementare e istituzionalizzare il millenario “Cammino di Canneto”: si tratta di diversi e lunghi percorsi che da quattro regioni sono attraversati da migliaia di pellegrini diretti verso la Madonna di Canneto. Il 13 dicembre, l’apertura della Porta santa a Sora, Canneto, Cassino, nel Carcere e solo simbolicamente anche all’Università: la porta santa della cultura come atto di misericordia del pensiero autentico e integrale sull’uomo. C’è poi, una nuova parrocchia a Cassino,sarà l’inizio della vita pastorale della parrocchia della “Sacra Famiglia” in Cassino con la prima Messa, che viene prima della prima pietra, il 26 dicembre alle ore 18,00, festa liturgica della Sacra Famiglia. Domenica prossima avremo a Canneto il Giubileo degli Amministratori, ed è lì che canteremo anche il Te Deum di fine anno, con la consegna del messaggio di papa Francesco per la giornata della Pace 2016. La Chiesa, presenza spirituale e morale nella comunità civile al di sopra di ogni schieramento politico, ha sempre riconosciuto l’importanza e la dignità dell’attività politica, necessaria al raggiungimento del fine ultimo del vivere sociale, il bene comune. “La Chiesa stima degna di lode e di considerazione l’opera di coloro che per servire gli uomini si dedicano al bene della cosa pubblica e assumono il peso delle relative responsabilità” (Gaudium et spes, 75). Natale nell’Anno santo della misericordia: I sacri riti con i quali celebriamo la venuta di Dio fatto carne in mezzo a noi e per noi, segnino una reale svolta nella conversione a Lui di tutta la nostra vita. E’ il Natale speciale dell’anno giubilare della misericordia. Non possiamo celebrare la presenza del Dio misericordioso nella nostra vita senza diventare, grazie a Lui, uomini e donne di misericordia. Il mio invito è chiaro: il nostro culto diventi cultura, cioè vita, concreti stili di vita nuova. Ogni volta che varchiamo una Porta santa non dobbiamo pensare solo alla remissione delle pene temporali grazie all’Indulgenza plenaria; quel passaggio deve significare il desiderio di cambiare in qualcosa; dovremmo accompagnarlo con un concreto proposito di misericordia verso qualcuno. E’ necessario che la nostra fede si incarni nelle opere di misericordia, a partire dal gesto guaritore del perdono all’interno delle famiglie, tra famiglie, tra parenti. Tra i gesti di misericordia, ha concluso il vescovo Gerardo” desidero indicarne alcuni: un abbraccio di perdono tra marito e moglie, una stretta di mano che metta fine al litigio tra vicini di casa, il ritiro di una denuncia esposta per futili motivi o per ragioni che possono essere mediate e risolte diversamente, prendersi maggiore cura di genitori o di nonni anziani affidati a case di cura, una parola di scuse per aver offeso qualcuno con cui non ci parliamo più… Il Natale della nascita di Dio sia il Natale della nostra rinascita in Dio”. red
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